Cronaca

Le trivelle e le elezioni comunali di Taranto

Può il risultato referendario avere ripercussioni sulle elezioni comunali del prossimo anno? Questo è il grande interrogativo


Questo referendum aveva un vizio di fondo: quello d’essere un regolamento di conti tutto interno al Pd. Una sfida tra Emiliano e Renzi che non ha appassionato né poteva appassionare la gran parte degli italiani.

Un regolamento di conti vestito sotto forma di questione ambientale. A ciò va aggiunta la disaffezione ormai cronica degli italiani verso la politica. Una disaffezione che non è (solo) menefreghismo, ma rassegnazione e protesta allo stesso tempo. Per questo non possono essere accettati gli insulti che, soprattutto sui social, sono stati rivolti a chi ha disertato le urne.

Non è questo il modo migliore per riavvicinare gli italiani, e i tarantini, alla partecipazione. Men che mai può essere utile la risibile intimazione, che arriva addirittura da un’europarlamentare, quella tarantina, a farsi rimuovere dalle amicizie di facebook da chi non è andato a votare. Siamo alla democrazia ridotta a gioco social. Penoso. Un gioco social permeato da uno strisciante squadrismo che tende ad aggredire, sia pure solo dalla tastiera, a mettere alla berlina e a delegittimare chiunque sia su un solco diverso dal proprio.

Eppure, Taranto non è uscita male da questa tornata, grazie alla buona affluenza alle urne che si è registrata proprio nel capoluogo. Buona, intendiamoci, solo rispetto al resto d’Italia. Perché a rovesciare il bicchiere si legge che circa il 60% dei tarantini ha preferito restare a casa. Di certo, però, c’è stata una diversa attenzione rispetto al referendum per la chiusura dell’Ilva, quando i votanti non raggiunsero neppure il 20%. C’è da dire che questa volta, a differenza dell’altra, alla partecipazione ha contribuito una variegata costellazione di forze politiche e associazioni, anche non marcatamente ambientaliste. Probabilmente ha pesato anche la diversa consistenza dei quesiti, quelli di allora forse apparsi troppo velleitari per essere presi sul serio. Ora, può questo risultato avere una sua proiezione sulle elezioni comunali del prossimo anno? Questo è il grande interrogativo che da ieri sera aleggia sulla testa di partiti e movimenti. Al centro è innegabile che resti la questione Ilva. Le risposte che arriveranno già nelle prossime settimane sul futuro della più grande acciaieria d’Europa potranno forse offrire qualche indicazione più concreta. 

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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