20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 21:48:32

Cronaca

Isolaverde ormai in un vicolo cieco

La protesta era stata interrotta grazie ad un accordo già disatteso


Ieri mattina, all’ingresso del Palazzo del Governo, in via Anfiteatro, una delegazione di operai Isolaverde ha atteso invano di avere accesso all’aula consiliare della Provincia.

L'altro ieri quattro operai erano saliti sul tetto del Palazzo che si affaccia sul lungomare, per dare voce, ancora una volta, alla propria disperazione.

La protesta era stata interrotta in seguito ad un accordo, preso con il Questore per tramite della parlamentare di Sel, Donatella Duranti. Il “patto” prevedeva un incontro da tenersi in mattinata, cui avrebbero partecipato anche alcuni operai, in rappresentanza dei loro colleghi. Alle 12.30 erano ancora tutti in strada, dipendenti e delegati sindacali: nessuno di loro aveva ancora avuto accesso agli spazi della Provincia; la tensione era alle stelle, come la rabbia e forte era anche la sensazione di essere stati ingannati, ancora una volta.

La fiducia dei lavoratori nell’azione delle istituzioni, nel loro ruolo in questa vicenda è ormai cancellata da mesi di annunci e promesse mai mantenute. L’ultima doccia fredda è arrivata proprio l’altro ieri, quando si è appreso che l’Inps aveva bloccato le somme relative ai contributi di solidarietà 2014-1015, inviati all’Ente dal Ministero del Lavoro. I dipendenti avrebbero dovuto incassare, ciascuno in misura differente, tra i 1100 e i 2000 euro a testa, ma l’istituto previdenziale si è appellato al principio secondo cui quei soldi spetterebbero ai creditori. A nulla è valso il tentativo di mediazione portato avanti da Cosimo Rochira, presidente di Isolaverde.

Se quelle somme sono impignorabili, come i sindacalisti sostengono, come mai la direzione Inps si rifiuta di corrisponderle ai lavoratori? Al momento di andare in stampa non è ancora arrivata in merito alcuna chiarificazione, gli operai restano al buio. Domani intanto scade la quinta proroga ai licenziamenti collettivi, “varata” per dilatare i tempi e consentire alla multiservizi di prendere al volo il treno Cis e Palazzo degli Uffici. I famosi 2,8 millioni di euro accantonati dalla Provincia per la ristrutturazione dell’edificio di via D’Aquino, “impacchettato” da anni, consentirebbero di strappare Isolaverde al fallimento. Ma anche su questo punto manca la chiarezza: è sufficiente l’impegno del Governo, peraltro già confermato, ad inserire nel Cis l’opera o, come sostiene Martino Tamburrano, presidente di una Provincia in perpetuo stato di pre-dissesto, c’è bisogno di ricevere i finanziamenti da Roma? “Abbiamo accettato un periodo di sospensione non retribuita dal lavoro, pur di non essere licenziati. E’ stato un boccone amaro – si legge in un comunicato diffuso ieri dai dipendenti – ma non avevamo scelta. Questa decisione non è stata priva di effetti collaterali. Se alla fine di questa vicenda saremo licenziati, il nostro sussidio di disoccupazione subirà una decurtazione a causa del periodo di sospensione non retribuita, perché in questo lasso di tempo non ci sono stati versati contributi previdenziali”.

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