21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca

Doppio stipendio, Dirigente Amiu condannato a restituire i soldi

Sentenza della Corte dei Conti. In due dovranno versare 12mila euro


Dirigente Amiu col doppio stipendio: per la Corte dei Conti in due dovranno restituire 12mila euro.

E’ l’epilogo di una vicenda partita nel 2012 con la nomina di un dirigente Amiu nel cda dell’azienda che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Una vicenda di cui Taranto Buonasera si è occupata proprio nel settembre del 2012 e che nelle scorse settimane si è conclusa con la sentenza di condanna da parte della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale regionale per la Puglia.

«Il 25 maggio 2012, il cda, nelle persone del presidente e del vicepresidente pro tempore – si legge nella sentenza n. 89/2016 depositata lo scorso 7 marzo – ha deliberato la presa d’atto delle dimissioni da componente dello stesso organo (a far data dal 30 marzo 2012), presentate dall’avvocato Ciraci per motivi elettorali. Contestualmente, in considerazione della necessità di provvedere in tempi brevi all’approvazione del bilancio d’esercizio, ha disposto la sostituzione del consigliere Ciraci con una figura interna alla società, e cioè l’arch. Egidio Durante dirigente tecnico dell’area multiservizi (attualmente impegnato nello stesso incarico, ndr). A Durante è stato, quindi, riconosciuto lo stesso trattamento economico previsto per gli altri consiglieri».

Durante, che ha ricoperto la carica di consigliere del cda dal 25 maggio 2012 al31 agosto 2012 (successivamente prorogata fino al 20 settembre 2012), nel corso di questo periodo ha continuato «a svolgere l’incarico di dirigente presso l’Amiu ed a percepire la relativa re-tribuzione mensile, con i corrispondenti oneri, sempre posti a carico della società. L’esborso da parte dell’Amiu spa di complessivi 21.494,80 euro è avvenuto in violazione dell’art. 3 comma 44, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007». In pratica, sulla scorta di tale norma, l’arch. Durante, una volta nominato consigliere d’amministrazione, avrebbe dovuto essere collocato automaticamente in aspettativa (senza assegni) e non continuare a percepire, come di fatto avvenuto, sia la retribuzione per lavoro dipendente che i compensi spettanti ai consiglieri di amministrazione.

Per la Procura «si è verificato un danno patrimoniale a carico delle finanze della società di importo pari a quello delle retribuzioni lorde corrisposte all’arch. Durante nel periodo giugno – settembre 2012». Secondo i giudici della Corte dei Conti, quindi, «a seguito della nomina a consigliere di amministrazione l’architetto Durante è stato automaticamente posto in “aspettativa di diritto” senza che in proposito residuasse alcun margine di discrezionalità sull’applicazione di tale posizione giuridica. Il legislatore – si legge nella sentenza – ha chiaramente escluso la possibilità di un doppio incarico all’interno della stessa società partecipata e della doppia retribuzione. Tutti gli emolumenti ricevuti da Durante quale dirigente della società partecipata non erano, in realtà, in alcun modo dovuti per il periodo nel quale rivestiva l’incarico di consigliere di amministrazione».

Le colpe dell’errata assegnazione del doppio stipendio non sarebbero addebitabili solo all’arch. Durante visto che «Francesco Quaranta Cassano, quale dirigente del Personale nella Amiu spa, era tenuto a conoscere la normativa relativa al divieto di duplicazione di incarichi per i consiglieri di amministrazione delle società partecipate. Di conseguenza – è scritto nella sentenza – non avrebbe dovuto consentire il pagamento della retribuzione di dirigente a chi non ricopriva più tale posizione giuridica, essendo stato posto in aspettativa di diritto». La responsabilità è quindi «attribuita in parti uguali ai convenuti». Ecco perchè la Corte dei Conti ha condannato Quaranta Cassano e Durante «a risarcire all’Amiu spa il danno di 12mila euro in parti uguali, a titolo di colpa grave, vale a dire 6mila euro per ognuno». 

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