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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 06:42:03

Cronaca

Articolo completo / Città Vecchia, si spara ancora

Nuovo inquietante episodio ieri sera. Arrestato un uomo con una pistola


E’ stata una notte decisamente movimentata, quella appena trascorsa, in Città Vecchia. Gli Agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile hanno tratto in arresto il 36enne tarantino Domenico Mastrovito, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e porto di arma da sparo clandestina.

Inizia tutto intorno alle 22, quando giunge al 113 una segnalazione, da parte di alcuni cittadini, in merito ad alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi da ignoti in via Cava. Sul posto sono arrivati gli uomini della Squadra Volante e della Sezione Falchi che nel luogo indicato hanno rinvenuto tre bossoli per pistola cal.9×21. Non è finita, però. Successivamente, gli equipaggi dei Falchi hanno rintracciato in via Leopardi proprio Mastrovito, fermo vicino ad uno scooter Piaggio Beverly 250, del quale inizialmente ha negato la proprietà, per essere poi smentito dai rapidi accertamenti dei poliziotti.

Il suo atteggiamento ha insospettito gli agenti; da qui una perquisizione sul motociclo, e nel vano porta oggetti è stata trovata una pistola semiautomatica marca Adp, cal.9×21, con matricola abrasa, che è stata sequestra, insieme al motociclo; Mastrovito è stato portato in carcere. “Sono in corso indagini per accertare eventuali sue responsabilità sull’episodio verificatosi in via Cava” si legge in una nota ufficiale della Questura. Quello di stanotte è l’ultimo episodio di una lunga serie. Il 27 febbraio l’omicidio del trentaduenne Giuseppe Axo. Per quel brutale delitto, avvenuto al rione Salinella, sono stati arrestati i fratelli Antonio e Francesco Bruno, che hanno tirato in ballo vecchi contrasti con la vittima, ammazzata con una sventagliata di colpi sparati da una mitraglietta da guerra Skorpion calibro 7.65.

L’8 marzo, intorno alle 21.30 sulla strada statale 7 all’altezza dello svincolo per la 106 jonica, a finire nel mirino sono stati i poliziotti. Una pattuglia della Stradale ha intimato l’alto ad un’Audi nera, che però ha accelerato. Nel contempo, una Fiat Marea ha affiancato l’auto della Polizia, ed il conducente ha aperto il fuoco. E quando la Fiat ha fermato la sua corsa, ne sono usciti due o tre uomini che hanno continuato a sparare, per poi darsi alla fuga. Dell’Audi nera, nessuna traccia. Non è finita. L’11 aprile, al rione Tamburi, il tentato omicidio di Giuseppe Tortorella, 51 anni. Il caso è stato risolto a stretto giro dai carabinieri, che hanno arrestato Gaetanino Passarelli, operaio coetaneo della vittima, ed i suoi due figli, Maurizio e Raffaello, rispettivamente di 29 e 32 anni, entrambi incensurati.

Per i militari, dietro il ferimento, avvenuto davanti alla macelleria del fratello di Tortorella al mercato di via Galeso, ci sarebbe una pedizione punitiva è stata organizzata dai Passarelli perché nei giorni scorsi c’erano stati diversi litigi con Tortorella. Il 20 aprile, tre colpi sparati in viale Magna Grecia, in pieno giorno, alle 11, nei pressi della chiesa San Lorenzo. Tre colpi, come stanotte in via Cava. 

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