14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

Cronaca

Lamarèe, in quattro rischiano il processo

Lunedì udienza preliminare per tre imprenditori e un progettista


Tre imprenditori e un progettista e direttori dei lavori rischiano il processo per occupazione abusiva del demanio e opere abusive per lo stabilimento balneare “Lamarèe” ex “Puerto Higo Chumbo” .

Lunedì prossimo in programma l’udienza preliminare dinanzi al gup del tribunale. Il rinvio a giudizio è stato chiesto dal pm, dottor Lanfranco Marazia. Il collegio di difesa è composto dagli avvocati Giuseppe Sernia, Antonio Mancaniello, Gaetano Melucci e Cosimo Schirano. A maggio del 2015 scattò il sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta del pm al termine delle indagini condotte dai militari del Nucleo difesa mare della Capitaneria di porto di Taranto, con la collaborazione della Polizia locale di Taranto.

I sigilli dopo ripetuti sopral luoghi, effettuati dalla Guardia costiera insieme alla Polizia Locale – Uffi cio Edilizia – e personale dell’Uffi cio Tecnico comunale di Taranto. Su un’area del demanio marittimo numerose opere ritenute abusive e precisamente strutture in legno e metalliche, una piattaforma con superfi cie di 350 metri quadrati, camminamenti, pedane, passerelle in legno ancorate con struttura metallica infi ssa negli scogli, una discesa a mare lunga 30 metri e larga di 2 metri. Secondo l’accusa si trattava di tutte opere e strutture realizzate nello stabilimento in area sottoposta a vincoli paesag gistici e idrogeologici e in assenza o in totale difformità dai prescritti titoli abilitativi.

Le opere abusive realizzate sia su area demaniale marittima che nella proprietà privata ricadente nella fascia di rispetto dei 30 metri dal confi ne demaniale marittimo, area sottoposta ai sensi del Codice della navigazione, ad appositi provvedimenti autorizzativi dell’autorità marittima a fi ni di sicurezza della navigazione, per quanto attiene alla realizzazione di nuove opere. Tale condotta sempre secondo pm e capitaneria di porto avevano determinato un signifi cativo pregiudizio in relazione ai vincoli ambientali e paesaggistici a cui l’area è sottoposta, in particolare a causa della realizzazione di diverse opere in conglomerato cementizio ancorate alla roccia, con perforazione degli scogli fi nalizzata all’installazione permanente delle stesse in prossimità del mare. Scattarono anche due denunce a piede libero.

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