27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca

Pizzo ai mitilicoltori, la consegna dei soldi avveniva in barca

I dettagli di una inchiesta durata due anni


Quasi due anni di indagini, da maggio del 2014 a febbraio 2016, hanno consentito di colpire un gruppo che avrebbe imposto ai mitilicoltori servizi di “guardiania”, peraltro in realtà mai attuati.

Le vittime sarebbero state costrette a pagare e, in caso di rifiuto, sarebbero state “punite” con il furto di ingenti quantitativi di cozze e il danneggiamento degli impianti e delle attrezzature. Gli investigatori hanno tenuto a precisare che il vero paradosso era che anche i mitilicoltori che pagavano non sempre erano al riparo dalle attenzioni del gruppo, che, nottetempo, rubava i mitili per soddisfare le richieste da parte di commercianti ben consapevoli di acquistare cozze di provenienza furtiva a prezzi assai convenienti. La riscossione del “pizzo”, come accertato dagli investigatori dell’Arma e della Capitaneria di Porto, durante i servizi video e fotografici eseguiti con potenti teleobiettivi, anche a bordo di piccole imbarcazioni da pesca, oltre che con intercettazioni telefoniche e ambientali, avveniva solitamente di sabato, giorno in cui i mitilicoltori avevano maggiore disponibilità di danaro per la vendita di maggiori quantitativi di prodotto.

I due Ranieri avevano suddiviso le zone di competenza, dando vita ad un controllo tentacolare dei due mari di Taranto (da cui il nome dell’operazione “Piovra”). Secondo l’accusa Damiano, attualmente detenuto per altra causa a Vibo Valentia e all’epoca delle indagini sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova in comunità in una struttura di Martina Franca, avrebbe commesso i reati nel mar Piccolo, durante permessi mensili della durata di 10 giorni, che faceva decorrere proprio di sabato, riscuotendo il danaro dagli imprenditori che avvicinava in mare a bordo di una barca a motore. Nelle giornate in cui era tenuto a rimanere in comunità, la riscossione veniva delegata a Nicola Blasi, spesso accompagnato dal padre Cosimo.

Giovanni Ranieri, invece, “si sarebbe occupato” dei miticoltori di mar Grande. La consegna del denaro in suo favore sarebbe avvenuta anche più volte a settimana attraverso una rete che divide un’area demaniale da una struttura privata situata a San Vito.

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