15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

Cronaca

Morte all’Ilva, una condanna ed undici a processo

L'esito delle indagini sul dramma di Ciro Moccia


Il giudice per le indagini preliminari di Taranto, Valeria Ingenito, ha emesso una condanna e disposto undici rinvii a giudizio per un infortunio sul lavoro avvenuto all’Ilva di Taranto il 28 febbraio del 2013 in cui morì Ciro Moccia, dipendente Ilva, addetto alla manutenzione meccanica, e rimase ferito Antonio Liddi, lavoratore della impresa appaltatrice “Emmerre”, impegnata nei lavori di risanamento delle cokerie nell’ambito delle prescrizioni ambientali dell’Aia.

La condanna riguarda Salvatore Zecca, responsabile dei lavori affi dati alla Emmerre e unico imputato ad aver scelto il rito abbreviato, per lui 2 anni e 6 mesi di reclusione. Invece dal 6 giugno comincera’ il processo nei confronti dell’ex direttore dello stabilimento siderurgico Antonio Lupoli e di altri 10, tutti accusati di cooperazione in omicidio colposo. Si tratta del delegato dell’area cokerie Vito Vitale, quindi Carlo Diego, capo esercizio della cokeria; Marco Gratti, caporeparto manutenzione meccanica batterie; Gaetano Pierri, capoturno delle batterie; Nunzio Luccarelli, tecnico responsabile dei lavori per conto di Ilva; Martino Aquaro, responsabile delle attivita’ di manutenzione carpenteria delle batterie; Davide Mirra, Cosimo Lacarbonara, Vincenzo Procino e Francesco Valdevies, i quali ricoprivano una serie di ruoli nella societa’ incaricata dei lavori e dove prestava servizio l’operaio rimasto ferito. Ciro Moccia perse la vita cadendo, a fine turno, dal punto in cui era impegnato nei pressi della batteria numero 9 delle cokerie, mentre Liddi, che era nella stessa posizione, rimase solo ferito nella caduta perche’ ad attutire l’impatto fu proprio il corpo di Moccia gia’ precipitato.

 

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