22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Rinascere attraverso la cultura

Eva Degl’Innocenti: «Siamo ottimisti. Insieme si può rilanciare il territorio»


Dal teatro alla letteratura. Dalla pittura alla scultura. Dalla musica alla danza. Semplicemente, Cultura.

Quella che nasce dalla somma di tutte le forme d’arte. Quella attraverso la quale, senza ombra di dubbio, la nostra città può rinascere. E può farlo a dispetto di un momento storico che la vede, purtroppo, “ostaggio” di quanti costringono i cittadini, con le loro criminose azioni, a trasformarsi in spettatori inermi dinanzi alla perpetrazione di reati. A Taranto non si possono non riconoscere dei privilegi: disporre di un patrimonio culturale importante.

Un patrimonio fatto di tradizione, storia, bellezze paesaggistiche (esiste anche una “cultura del turismo” che spesso dimentichiamo), opere artistiche il cui immenso valore storico potrebbe – anzi dovrebbe – fare da volàno per rilanciare il territorio. E che rappresentano un valore aggiunto dal quale non si può davvero prescindere. «La mia è una visione ottimista: Taranto possiede quel fervore culturale capace di rilanciare il territorio, creando sinergie fra le istituzioni, Università pugliesi e scuole, associazioni culturali e realtà produttive locali.

Il tutto al fine di realizzare una progettazione integrata»: a dichiararlo è la direttrice del MarTA, Eva Degl’Innocenti (nella foto in alto a sinistra), promotrice di una serie di iniziative che puntano a fare del Museo Archeologico Nazionale, un fondamentale polo di attrazione culturale per la città. «Non si può negare che la crisi che attraversiamo in questo particolare periodo storico, faccia da cabina di regia – sostiene la direttrice – Ma Taranto sta rispondendo bene ai vari stimoli che arrivano dai diversi operatori culturali. Lo dimostra il successo che stanno ottenedo i progetti messi a punto per fare del Museo un luogo di incontri e di coesione sociale. Progetti che si integrano con i vari programmi culturali, come sta accadendo in questi giorni nell’ambito della “primavera tarantina del primo maggio”.

Un luogo che ci permetta anche di valorizzare i talenti jonici. Un Museo, in sostanza, capace di proporsi in un modo diverso ed attraverso un programma privo di valenza politica e sul cui modello culturale, sociale e turistico – conclude la Degl’Innocenti – possa rinascere la città».

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