22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 09:50:51

Cronaca

«Diossina ai Tamburi, le omissioni del sindaco»

L'esposto di Angelo Bonelli


«Verificare se siano stati compiuti i reati ravvisabili nella ritardata comunicazione degli elevati livelli di diossina nel quartiere Tamburi ed omissivi da parte sindaco di Taranto».

E’ quanto chiede l’ex portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, in un esposto alla Procura della Repubblica presentato ieri mattina nel corso della conferenza stampa.

«Lo scorso 24 febbraio – si legge nel documento – Ilva SpA consegnava al dipartimento provinciale Arpa Taranto la relazione dei campionamenti dei deposimetri collocati nell’area cokeria, portineria, meteo parchi, R/V1, direzione e via Orsini nel quartiere Tamburi. Nei mesi di maggio, novembre 2014 e febbraio 2015 si sono registrati valori elevati di diossina nel quartiere Tamburi rispettivamente di: 24,30, 790 e 220 pg I-WHO/mq giorno. La media della diossina che si è depositata nella centralina di via Orsini nel periodo che va da agosto 2013 a febbraio 2015 è pari a 56,077 pg I-WHO/mq, un valore della media dei 18 mesi analizzati che è il più alto in assoluto finanche della cokeria Ilva che è pari a 31,866 pg I- WHO/ mq. Anche per i metalli pesanti sono stati registrati valori alti: nel marzo 2014 il cadmio ha raggiunto il valore di 1,8 microgrammi.

In Europa non sono mai stati registrati valori così elevati di diossina in aree residenziali prossime a contesti altamente industrializzati. Ciò che ritengo grave – prosegue Bonelli – è il fatto che per più di un anno questi dati “shock” non sono stati resi pubblici, impedendo così che potessero essere adottati provvedimenti a tutela della salute dei cittadini i quali, del tutto ignari, sono stati lasciati esposti agli effetti sulla salute dei predetti valori elevatissimi di diossina».

E, riguardo all’operato dell’Arpa «Ciò che va chiarito, come riportato nella lettera del prof. Assennato del 9.03.2016, è se anche Arpa Puglia avesse i campioni sulla presenza delle diossine depositate, relative ai periodi critici, e perché solo oggi si procede alla verifica di quei campioni. Va detto inoltre che la rete deposimetrica di Arpa Puglia non è parallela a quella di Ilva in quanto le centraline sono poste ad altezze maggiori, quindi non avrebbero quell’efficacia di intercettare le polveri ove invece fossero poste in basso». Sotto accusa anche il sindaco Stefàno. «Dal giorno in cui il sindaco di Taranto (26 febbraio 2016) è venuto a conoscenza dei livelli allarmanti di diossina che si sono registrati nei mesi scorsi nel quartiere Tamburi, non risulta allo scrivente che abbia adottato provvedimenti a tutela della salute pubblica e in ogni caso abbia emanato atti che informassero la popolazione circa i comportamenti da tenere per ridurre il rischio di esposizione dai metalli pesanti e dalla diossina».

Nelle scorse settimane, proprio sull’argomento riguardante gli elevati livelli di diossina al rione Tamburi, anche il consigliere comunale dei Verdi, Lina Ambrogi Melle, ha presentato una mozione in Consiglio.

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