25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Comune, 5 anni di conti bocciati dal Ministero

Ispettori della Ragioneria dello Stato a Palazzo di Città. Ecco la relazione


«Non si possono non segnalare le difficoltà incontrate nell’ottenere le risposte alle richieste formulate e la documentazione di riferimento dovute essenzialmente al disordine amministrativo e organizzativo».

Già dalle premesse della relazione stilata dagli ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze si capisce che aria tira. Gli ispettori dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica hanno effettuato, tra il 15 settembre ed il 14 ottobre dello scorso anno, una verifica ad ampio raggio dei conti del Comune degli ultimi cinque anni (dal 2010 al 2015). I risultati di quella ispezione sono contenuti in una corposa relazione resa accessibile in questi giorni. Centocinquantuno pagine divise in cinque capitoli, in cui i tecnici del Mise passano in rassegna la gestione del bilancio, l’indebitamento, le società partecipate, la spesa del personale e le forniture di beni e servizi.

Mentre i dirigenti del Comune, coordinati dal segretario generale, sono al lavoro per produrre le controdeduzioni ai rilievi formulati dagli ispettori, possiamo dire che per quanto riguarda la “situazione generale di bilancio e l’andamento dei bilanci di previsione” i tecnici inviati dalla Ragoneria Generale dello Stato mettono in evidenza come «le differenze tra i valori assestati in bilancio e quelli consuntivati (accertamenti e impegni) sono sintomatiche della bassa capacità di programmazione dell’ente e della difficoltà dello stesso di raggiungere gli obiettivi di bilancio individuati nel corso dell’anno.

Ed infatti, i valori assestati sono sempre molto più elevati di quelli rendicontati. Sulle difficoltà di programmazione – si legge nella relazione – sicuramente ha inciso e incide l’alternarsi dei dirigenti del Servizio economico finanziario dell’ente: da gennaio 2007, primo mese successivo alla dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente, se ne sono succeduti ben 11, di cui alcuni con incarichi di pochi mesi». Sintomatico della gestione finanziaria di Palazzo di Città è il dato riguardante le previsioni per l’anno 2015 «si osserva che, rispetto all’esercizio precedente, le spese correnti previste registrano un incremento di 27.500.668 euro a fronte di un decremento di entrate correnti di 4.015.112 euro».

Gli ispettori richiamano anche, i rilievi della Corte dei Conti sui documenti finanziario/contabili del Comune ma «nonostante i richiami – scrivono gli ispettori – la condotta dell’ente ha continuato a disattendere i principi di prudenza e veridicità». La disamina riguardante i bilanci, poi, mette in luce come «il Comune di Taranto di fatto non abbia mai messo a disposizione dell’Osl i dati esatti relativi ai residui attivi e passivi di sua competenza». Una circostanza che, secondo i dirigenti del Sifip «genera incertezza in ordine all’effettività della massa passiva e impedisce di verificare che il Comune non abbia riscosso crediti invece di spettanza dell’organo di liquidazione». Bordate anche per quanto riguarda le partecipate: «l’ente non ha mai dato direttive in materia di assunzioni o di contenimento della spesa del personale, nè ha richiamato le sue partecipate al rispetto degli obblighi derivanti dal d.l. n. 95/2012 in tema di acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio di autovetture, nonchè al rispetto degli obblighi di acquisto di beni e servizi avvalendosi delle convenzioni Consip e Mepa». Riguardo poi al trattamento accessorio in favore dei dirigenti i tecnici della Ragioneria dello Stato evidenziano che «la retribuzione di posizione erogata ai dirigenti dall’1 gennaio 2013 a tutt’oggi è illegittima e, non essendo più coperta dalla sanatoria, va recuperata ai dipendenti».

Altra criticità presa in esame è quella dei “dirigenti a termine” con riferimento alle ripetute proroghe degli incarichi per periodi anche inferiori ai sei mesi causando «il nocumento dell’azione amministrativa, ledendo evidentemente non solo il principio di buon andamento dell’azione amministrativa, ma con esso anche quello di imparzialità, dacchè una dirigenza precarizzata non gode della necessaria indipendenza che è base per la corretta esplicazione del principio di separazione fra funzioni di gestione e di indirizzo». Per quanto riguarda l’affidamento di alcuni servizi è stato riscontrato un «sistemico ricorso alla proroga».

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