25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Cronaca

Caso Orzella: Sentenza tra due settimane


TARANTO – In due sotto accusa per la morte di Lello Orzella. Oggi nuovo round in tribunale, e tra due settimane spazio alla sentenza. Si avvicina all’epilogo, quindi, il processo sulla tragedia che costò la vita al popolare presentatore di Polifemo. Orzella morì in ospedale dopo tre giorni di agonia nel novembre del 2008. Il dramma si consumò la sera del 17 novembre, quando la vittima scivolò nelle scale di un palazzo del rione Italia. Lello aveva trascorso la serata a casa di alcuni familiari. Decise di scendere a piedi i cinque piani dell’edificio. In prossimità del pianerottolo, purtroppo, perse l’equilibrio e rovinò lungo la rampa di scale.

Picchiò violentemente la testa sui gradini. Subito venne soccorso, ma le sue condizioni apparvero subito gravissime. In ospedale risultò vano ogni sforzo per tentare di strapparlo alla morte. Si spense dopo pochi giorni di agonia. Una tragedia dettata dalla fatalità ma sulla quale i familiari hanno preteso che venisse fatta chiarezza. L’indagine della procura è scattata dalla denuncia fatta dalla moglie di Lello, mediante l’avvocato Vincenzo Monteforte. Un esposto basato su due perizie, una tecnica e l’altra medica. Consulenze con le quali è stata fotografata la pericolosità di quelle rampe di scale e che fu proprio quella rovinosa caduta a provocare la morte del conosciutissimo conduttore televisivo. Conclusioni a cui sono giunti anche i periti del pm Ida Perrone che ha chiesto il rinvio a giudizio per il titolare dell’impresa costruttrice del palazzo e per il direttore dei lavori. Si tratta di due fratelli tarantini sui quali incombe l’accusa di concorso in omicidio colposo. Entrambi hanno scelto il rito abbreviato, rischiano due anni di reclusione. La famiglia si è costituita parte civile, tramite l’avvocato Monteforte, con una richiesta di risarcimento fissata in 300.000 euro.

G.D.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche