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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 00:12:00

Cronaca

Cultura della legalità, firmato l’accordo dal prefetto Guidato

L'obiettivo è quello di diffondere il rispetto delle regole presso scuole, università e associazioni


Un protocollo d’intesa per diffondere sempre più la cultura della legalità e del rispetto delle regole, promuovendo iniziative di sensibilizzazione ed incontri sul territorio, nelle scuole, nell’università e nei contesti dell’associazionismo specialmente giovanile.

Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto nei giorni scorsi dal prefetto di Taranto, Umberto Guidato, e dal fondatore dell’associazione di promozione sociale “Democrazia nelle Regole” l’avvocato dello Stato, Giulio Bacosi. La firma del documento, che fa seguito al rinnovo di un analogo accordo stupulato tra il Ministero dell’Interno e l’Associazione, è avvenuta in prefettura venerdì scorso.

Subito dopo, organizzato dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Taranto, rappresentato, nella circostanza, dalla professoressa Chirico, si è svolto l’incontro su “La Costituzione repubblicana nel prisma d’attualità” con la relazione dell’avv. Bacosi a cui hanno partecipato gli studenti dell’istituto Pitagora. Nel suo intervento il prefetto ha sottolineato che «legalità e responsabilità.

La legalità è, nello stesso tempo, il rispetto di norme imposte e la pratica quotidiana di regole condivise. Così intesa la legalità è una esigenza fondamentale della vita sociale che consente di promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la costruzione del bene comune. La legalità è quell’anello che salda la responsabilità individuale alla giiustizia socuale: l’Io al Noi. E’ pertanto importantissimo educare ed educarci alla legalità e quindi alla responsabilità». «Per questo – ha continuato il prefetto – non basta che ci siano le regole, le regole devono funzionare e funzionano se incontrano coscienze critiche, ragionevoli capaci di distinguere, scegliere e perseguire le scelte con coerenza. La regola parla a ciascuno di noi e ci dice che la posta in gioco è alta: è il bene comune, la vita della società, la nostra sopravvivenza».

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