Cronaca

Riordino ex Province, le reazioni al disegno di legge regionale

Da Forza Italia e dal Partito democratico


Arriva il disegno di Legge relativo al Riordino definitivo delle funzioni delle Province, a completamento della legge regionale n. 31 del 30/10/2015.

Il giudizio su questo provvedimento è di diverso taglio. Ecco quello raccolta da Nino Marmo, capogruppo di Forza Italia.

«Premesso che le incertezze normative e le zone d’ombra di questo Disegno di Legge sono figlie naturali della Legge di soppressione delle Province, è opportuno segnalare almeno tre ordini di anomalie. Una riguarda l’aleatorietà delle dotazioni finanziarie con cui sostenere in futuro le funzioni provinciali – e quindi il personale umano – assorbite dalla Regione o delegate ai Comuni. Manca infatti al riguardo una previsione attendibile sul fabbisogno economico della manovra.

In secondo luogo non c’è traccia di una norma che individui esplicitamente e disciplini le cosiddette competenze residuali, quelle cioè che residuano dopo aver redistribuito le funzioni provinciali tra Regione e Comuni, quali ad esempio l’edilizia scolastica e la manutenzione delle strade».

«Infine -prosegue Marmo-, resta assai dubbia e tutta da verificare la legittimità in capo alla Regione di poter procedere all’alienazione dei beni immobili Provinciali in cui si svolgono attività non fondamentali. A parte la genericità di quest’ultima dizione, andranno valutate caso per caso le varie fattispecie, giacchè è evidente che se l’immobile provinciale proviene da un donazione specifica e vincolata nella destinazione, dovrà per forza di cose fare ritorno nella disponibilità del donante».

E di tutt'altro tenore quella rilasciata dal Pd, che sottolinea come «Con questa legge ridiamo serenità a molti dipendenti».

«Con questa legge abbiamo dato serenità a molti dipendenti delle ex Province sparsi in tutta la regione. Questo ci consente anche di poter interloquire con il Governo nazionale proprio perché abbiamo fatto la nostra parte. Se avessimo abdicato al nostro ruolo, non saremmo stati considerati interlocutori credibili nel processo di riforma della governance locale e del futuro assetto istituzionale del Paese».

Lo ha detto ieri il presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale, Michele Mazzarano, intervenendo nella discussione in aula sul ddl n. 13 del 22/03/2016 «Disposizioni per il completamento del processo di riordino previsto dalla legge regionale 30 ottobre 2015, n. 31 (Riforma del sistema di governo regionale e territoriale)».

Con il provvedimento approvato a maggioranza dal Consiglio continua, in particolare, la ricollocazione del personale dichiarato in sovrannumero dalle Province, a completamento del processo di riordino delle funzioni non fondamentali delle stesse. Si stabilisce, poi, che la restante capacità assunzionale dell’ente venga utilizzata per ricollocare nell’organico della Regione il personale delle biblioteche e dei musei provinciali, nonché gli addetti alla funzione del turismo.

Inoltre, vengono trasferite alla Regione le funzioni in materia di valorizzazione dei beni culturali, biblioteche, musei e pinacoteche (ad eccezione di quelle attribuite alla Città metropolitana di Bari); quelle di controllo e vigilanza ambientale; turismo; formazione professionale; trasporto e assistenza scolastica agli studenti disabili delle scuole superiori e assistenza specialistica per l’integrazione scolastica degli alunni audiolesi e videolesi.

Il tutto in attuazione delle legge nazionale 56/2014, più nota come riforma Delrio, che ha rivisto profondamente ruolo e organizzazione delle Province e l’istituzione delle città metropolitane. A tal proposito Mazzarano ha detto che «si può discutere della legge 56/2014, degli aspetti non congrui e delle incertezze che hanno contribuito a non rendere chiara la situazione dei dipendenti”. “Ma siamo – ha proseguito – in una fase transitoria nel percorso di una nuova architettura costituzionale del nostro Paese. E di certo il cambiamento non si completerà con questo provvedimento, ma giungerà a compimento con il referendum costituzionale del prossimo ottobre. Noi stiamo provando a fare la nostra parte e ricordo che, come Consiglio regionale, oltre alla legge 31/2015 abbiamo previsto l’istituzione del corpo di vigilanza ambientale. Oggi completiamo questo percorso».

Mazzarano ha anche rimarcato i due limiti che hanno guidato il lavoro della Regione: «La disponibilità finanziaria necessaria e la necessità di dare risposte all’insicurezza e all’incertezza dei dipendenti delle ex Province”, ha detto. “Oggi ottemperiamo a queste esigenze e – ha ribadito, in conclusione – facciamo la nostra parte».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche