29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

I falò non portano voti

La stretta della Polizia Locale sui falò di San Giuseppe è stata una sorpresa


La stretta della polizia municipale sui falò di San Giuseppe è stata una sorpresa.

Raramente, negli ultimi anni, si erano visti i vigili urbani all’opera in una azione di ripristino della legalità su così vasta scala come sta accadendo in questi giorni. Evidentemente si è deciso di cominciare educando proprio i ragazzini dei quartieri di periferia che hanno tra i loro svaghi più attesi i tradizionali falò del 19 marzo. I furori ambientalisti, quelli che viaggiano prevalentemente sul web, evidentemente hanno smosso la polizia locale che ha deciso di non dare tregua agli “incendiari” di San Giuseppe.

Ben vengano queste azioni, se servono a educare ad un maggior senso civico. Magari lo stesso sforzo preventivo poteva essere fatto per i botti di Capodanno: ci saremmo risparmiati non solo la risibile ordinanza del sindaco partorita due giorni prima del 31 dicembre, ma anche di finire vergognosamente, tanto per cambiare, sulle cronache nazionali. Certo, non sfugge lo stridente contrasto tra questa inattesa controffensiva della polizia municipale e il panorama desolante che la città offre ogni giorno con una miriade di bancarelle abusive che vendono di tutto: frutta, verdura, pesce, frutti di mare, fiori, cianfrusaglie di ogni genere.

L’otto marzo il rituale si è ripetuto con le mimose e non risulta che la polizia locale sia stata così solerte come lo è in questi giorni per rimuovere le cataste di legna. Ci sono intere vie della città che ormai hanno assunto le sembianze di un suk: affollate di bancarelle e “tre ruote” che occupano senza ritegno marciapiedi e posti auto. Una folla di venditori improvvisati e completamente abusivi che vendono generi alimentari di dubbia provenienza e in spregio ad ogni norma igienica. Pericolosi almeno quattro volte: perché mettono a rischio la salute dei cittadini, perché vendono tutto a nero, perché fanno un danno ai commercianti in regola che invece sono costretti a chiudere, perché sono la dimostrazione che la legalità si può calpestare a proprio piacimento senza che le istituzioni reagiscano in qualche modo.

Nessuno, però, osa disturbarli, fare controlli, farli sgomberare e sequestrare la merce. Più facile rimuovere cataste di legna che bancarelle di legno. E che ciò avvenga con l’accondiscendenza di una amministrazione comunale che conta al suo interno diversi esponenti delle forze dell’ordine è ancora più sconcertante. Forse la spiegazione è molto più banale di quanto si possa credere: i falò non portano voti; gli abusivi, sì.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche