29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2020 alle 16:10:37

Cronaca

Usura e racket a Taranto hanno fatto il salto di qualità

Stamattina in Prefettura il commissario straordinario del governo


”Il dato relativo alle estorsioni denunciate a Taranto è in diminuzione, ma bisogna considerare anche i reati che restano nell’ombra, quelli che non si denunciano”.

Sono le parole con le quali Umberto Guidato, prefetto di Taranto, ha aperto, questa mattina, l’incontro organizzato, presso il Salone di Rappresentanza della Prefettura, per approfondire le tematiche legate alla concessione di sostegni economici alle vittime dell’estorsione e dell’usura. All’iniziativa ha partecipato Santi Giuffrè, Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle attività antiracket e antiusura.

Tra il 2009 e il 2014 il numero delle imprese italiane è risultato in forte diminuzione, con una flessione del 2,4%, mentre l’80% degli imprenditori italiani ritiene che siano aumentati i reati riconducibili al racket e all’usura. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale del Comitato di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, istituto del Ministero dell’Interno, presieduto dal prefetto Santi Giuffrè. Le statistiche del Comitato parlano chiaro: la Puglia è tra le regioni che, nel corso del 2015, hanno beneficiato maggiormente degli aiuti economici “dello Stato”, per una somma pari ad oltre quattro milioni di euro. Come ha sottolineato lo stesso prefetto, il capoluogo jonico, in particolare, attraversa un momento storico ed economico complesso, ed è in questo contesto che trovano terreno fertile le pratiche estorsive e l’usura.

E’ soprattutto nella provincia che il dato relativo alla differenza tra i reati commessi e quelli denunciati resta particolarmente oscuro. Modalità estorsive come piccoli taglieggiamenti o la pratica del cavallo di ritorno incontrano il limite della mancata denuncia. Guidato ha sottolineato come il comparto agricolo, lungo il versante occidentale del capoluogo, sia quello maggiormente esposto al fenomeno delle estorsioni, soprattutto a causa dell’estensione dei terreni, talmente ampi da non consentire controlli sistematici ed adeguati. L’imposizione del pizzo avviene in maniera mirata, cioè si indirizza ai commercianti maggiormente solventi. Cresce una forma di pagamento alternativa ad esso: l’assunzione di personale legato ai gruppi criminali. Infine, anche il settore della pesca subisce, a Taranto, un’alterazione del mercato, dovuta alle pratiche estorsive. 

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