23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

Cronaca

L’appello al Governo: «Le librerie stanno chiudendo»

Le parole del presidente Luigi Traetta (Ali): «Promuovere la lettura»


Le librerie indipendenti chiudono.

«Ne sono rimaste poco più di qualche migliaio in Italia – dicono dall’Ali Confcommercio di Taranto – la crisi, le grandi catene editoriali , la grande distribuzione organizzata, le vendite on line, stanno cancellando un mondo che era fatto non solo di scontrini di cassa ma di storie, di saperi, di cultura, di relazioni umane, e che svolgeva, ed in alcuni casi ancora svolge, la funzione di presidio culturale. Il mercato, con le sue stringenti logiche dei numeri, sta ammazzando il mondo delle librerie tradizionali, luoghi dove c’è ancora un libraio che da consigli e che negli scaffali presenta libri di piccoli editori locali e di autori meno conosciuti, e che è in grado di recepire e rispondere alle esigenze specifiche del cliente».

Il tema è stato posto al centro di un incontro del Direttivo provinciale dei librai aderenti ad Ali Confcommercio. Sarebbe necessaria una legge sugli sconti più seria, come in Francia, in Spagna.

«Il margine lordo su un libro è risicato, non più del 16%– afferma Luigi Traetta, presidente provinciale dei librai. Uno sconto del 15 per cento per il libraio è improponibile. Poi ci sono le spese, i dipendenti. Quanti libri bisognerebbe vendere per mantenere in piedi un’attività?».Nel luglio del 2011 è entrata in vigore nel Paese la legge 128 «Nuova disciplina del prezzo dei libri – più conosciuta come Legge Levi – con l’obiettivo di tutelare il mercato librario e garantire la diffusione del libro e della lettura. «Sono trascorsi cinque anni, e la Legge Levi – continua Traetta- non si può dire che abbia raggiunto i suoi obiettivi. In Francia, gli sconti non possono superare il 5%, per non dire poi delle politiche adottate in Germania e in Francia per mantenere, se non consolidare, i livelli di lettura peraltro già alti. In Italia siamo invece a dati da sottosviluppo: il numero dei lettori al di sopra dei 6 anni che leggono almeno un libro all’anno è passato dal 2014 dal 44 al 41%. In un Paese dove gli indici di lettura risultano tra i più bassi di Europa, molti centri rischiano di rimanere del tutto privi di luoghi dove è ancora possibile acquistare libri, che non siano l’ultimo best seller.

E’ urgente un dettato normativo che ridefinisca l’impianto della legge 128/2011 con particolar attenzione: alle percentuali di sconto; le modalità operative delle campagne promozionali; gli strumenti di controllo e sanzionamento». L’Ali Confcommercio ha lanciato un appello chiedendo ai titolari delle librerie «di sottoscrivere un documento che dovrà essere consegnato al Governo e che chiede che l’Italia adotti leggi più in linea con gli altri paesi dell’Ue e che si mettano in campo politiche di promozione della lettura. Noi, siamo impegnati in prima linea». 

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