12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Centro per la cura dei tumori a Taranto, hanno firmato già in seimila

La petizione per chiedere l'istituzione di un centro in città


Una petizione per chiedere anche a Taranto un I.R.C.C.S.(Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico).

L’iniziativa è stata presentata ieri. La spiega Candida Fasano: «Tutto è nato dal palco dell’1 maggio di Taranto dove io e Cristiano Simone oltre a ricordare la recente scomparsa della bimba tarantina Sofia, morta per un tumore cerebrale 20 giorni fa, abbiamo richiesto e urlato l’intervento delle istituzioni regionali e nazionali La richiesta: anche in città un centro per la cura dei tumori per istituire a Taranto un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, cioè un centro per la cura e la ricerca sui tumori. Continuiamo ad ammalarci e a morire di cancro più che in qualunque altro posto, non possiamo più aspettare!».

«La nostra idea» continua «è quella di prevenire attraverso questa petizione lo spreco dei finanziamenti per la ricerca e la sanità, che il governo e la Regione Puglia hanno detto di stanziare per la ricerca, anche grazie al potenziamento di strutture ospedaliere già esistenti che possano acquisire così il carattere di IRCCS. E’ la nostra occasione per migliorare davvero le cose a Taranto ed evitare l’esodo di malati di cancro tarantini verso le altre città. Chiediamo ai tarantini di essere con noi i firmatari della petizione, da soli non possiamo farcela. Siamo partiti in 10, un cantante Guido De Vincentiis; due ricercatori in ambito oncologico Candida Fasano e Lab Simone, un agricoltore portatore di bioremediation a Taranto Vincenzo Fornaro, una mamma biologa e attivista green Ada Brigantessa le Noci, uno dei principali attivisti e promotori di una Taranto più green Fabio Millarte; una pediatra dedita non solo al suo lavoro ma a tutte le giuste cause per una Taranto migliore Annamaria Moschetti, un promotore di rinascita e riscatto sociale Nicola Ordini e infine Davide Pallotta e Antonella Pecoraro i genitori della piccola Sofia. Questi sono i nomi di chi, per vissuto personale e per impegno sociale, ha creduto da subito in questa proposta nata per arginare la più grande piaga sanitaria di Taranto: il cancro. Oggi siamo già 6.000».

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