22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Travolto e ucciso sul ponte. Sette indagati


TARANTO – Perse la vita dopo essere stato investito sul Ponte Girevole. Chiuse le indagini per la morte di Lucio Dione, avvenuta nelle notte del Giovedì Santo del 2011. Dione, imprenditore noto in città per il suo impegno sociale, tornava dalla città vecchia, in bicicletta, come era sua abitudine. Sette persone, che erano a bordo della Audi A3 che lo ha travolto, rispondono di concorso in omicidio colposo. A firmare l’avviso di conclusione delle indagini è stato il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Taranto, dottor Pietro Argentino.

Il provvedimento è stato notificato al conducente della macchina, un trentaseienne, e a sei e suoi amici, tra i ventisei e i trentanove anni, e tra i quali figurano tre donne. Per il conducente e per una passeggera dell’Audi A3, il loro difensore, l’avvocato Maurizio Besio, ha già depositato la richiesta di interrogatorio. Il collegio di difesa è composto anche dagli avvocati Pasquale Lisco, Maria Letizia Serra, Emilia Velletri e Giorgio Pignatelli. Nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo dello scorso anno l’imprenditore tarantino venne investito mentre tornava a casa, dopo aver seguito la processione dell’Addolorata. Uno dei momenti più seguiti ed amati della Settimana Santa. L’impatto avvenne mentre l’auto percorreva il Ponte Girevole. Per Lucio non ci fu scampo. Preso in pieno, rotolò sul parabrezza, sfondandolo. Poi fu sbalzato sull’asfalto, urtando violentemente la testa contro il cordolo di cemento. Le sue condizioni erano apparse subito disperate. E purtroppo il noto imprenditore tarantino morì dopo meno di quarantotto ore, proprio alla vigilia di Pasqua. I medici del 118 quella notte lo avevano subito soccorso ma il ciclista, dopo due giorni di agonia, si spense nel reparto di rianimazione dell’ospedale “SS. Annunziata”.

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