Cronaca

Articolo completo / L’Ilva ad un bivio: ecco chi la compra

Entro lunedì dovranno essere presentate le offerte


L’Ilva al bivio. Il bando costruito dai tre commissari Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba per la cessione degli asset del Siderurgico prevede che le proposte d’acquisto vadano presentate entro lunedì.

Entro il 30 maggio, invece, dovranno essere depositate le offerte defi nitive vere e proprie, comprensive di piano industriale. Il processo di vendita, secondo quanto previsto dal decreto legge dello scorso dicembre, dovrà concludersi entro il 30 giugno . Insomma, siamo davvero nel momento decisivo per il destino della più grande fabbrica d’Europa (in attesa di sapere se resterà tale). In prima fi la per l’acquisto – o l’affi to del ramo d’azienda – c’è il gigante della siderurgia mondiale, Arcelor Mittal, socio di maggioranza di una cordata che coinvolge anche Marcegaglia.

Non è un mistero che tanto il governo quanto i sindacati guardino con preoccupazione al possibile avvento dei franco-indiani, temendo un pesante ridimensionamento di Taranto nell’ambito delle molteplici attività del gruppo. Alternativa a Mittal è la strada che porta ad Arvedi, piccolo produttore italiano che con l’acquisizione dell’Ilva farebbe il grande salto per diventare player globale. Arvedi sarà affi ancato da un gruppo di medie dimensioni, il turco Erdemir, la cui proprietà è legata alle forze armate di Ankara, che potrebbe sbarcare nel mercato continentale. Decisivo potrebbe rivelarsi il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, braccio economico statale dell’operazione. Ripensare l’industria siderurgica in Italia a partire dal caso Ilva è intanto l’obiettivo del percorso istituzionale intrapreso dalla Regione Puglia con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI). Lo hanno annunciato ieri il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il presidente del CNI Armando Zambrano, nel corso di una conferenza nella sede romana del CNI.

“Questa collaborazione tra la Regione Puglia e il Consiglio nazionale degli ingegneri con riferimento alla siderurgia italiana e all’Ilva è di grandissima importanza – ha dichiarato Emiliano – a noi servono voci indipendenti, imparziali, che al di là degli interessi in campo forniscano alla comunità, e in particolare alla Puglia e all’area metropolitana di Taranto, elementi utili a decidere sul nostro futuro. Questo rapporto è tecnico, non di natura politica, e serve a decidere se davvero la siderurgia italiana è strategica per il futuro industriale del nostro paese. La vicenda Ilva è senza precedenti: c’è in corso un processo davanti alla Corte d’Assise di Taranto per avvelenamento di sostanze alimentari; l’impianto è sotto sequestro anche se i decreti consentono alla fabbrica di funzionare lo stesso (dando vita a una contraddizione in termini); c’è l’ipotesi che questi decreti che consentono alla fabbrica di funzionare siano in violazione della carta europea dei diritti dell’uomo, al punto che pochi giorni fa la Corte di Strasburgo ha aperto un procedimento contro l’Italia; c’è il rischio di procedure di infrazione ambientale e per aiuti di Stato da parte dell’Europa; infi ne la Corte costituzionale non ha dato avallo defi nitivo a quei decreti, giudicati costituzionali solo nella misura in cui – nei tempi previsti dai decreti medesimi – si fosse realizzata la cosiddetta ambientalizzazione, e non credo che questo percorso si sia ancora completato”.

Secondo il presidente regionale “questi elementi sono decisivi per il futuro della Puglia e dell’Italia; il fatto che la regione abbia trovato questa collaborazione con gli ingegneri italiani è per me di grandissimo conforto”. “A settembre – ha proseguito il presidente Emiliano – senza interferire nelle procedure di gara per l’assegnazione dell’Ilva al privato che continuerà a gestirla, il CNI e la Regione organizzeranno un grande convegno internazionale nel quale chiameremo ingegneri italiani ed esperti da tutto il mondo per verifi care il percorso migliore da adottare, per avere fi nalmente una voce terza e obiettiva, che freni lo scontro delle opinioni politiche, che credo ai tarantini arrivi come un rumore insopportabile”. Per Emiliano il percorso – peraltro totalmente gratuito – intrapreso rappresenta “un grande dono che gli ingegneri italiani fanno all’Italia, alla Puglia, all’area industriale di Taranto. Uno sforzo che non ha già dentro la soluzione del problema ma vuole consentire a ciascuno di noi di avere dati ed elementi tecnici per poi prendere la migliore delle decisioni”.

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