14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Ombre sul concorso dell’Asl. Il caso arriva in Regione

L’interrogazione del consigliere Galante: «Procedure poco chiare. Emiliano chiarisca»


«E’ necessario fare chiarezza sull’iter della procedura concorsuale indetta dalla Asl di Taranto per l’assunzione a tempo indeterminato di 3 dirigenti medici per la disciplina di ginecologia ed ostetricia».

A chiederlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Marco Galante. Il riferimento è al concorso di cui Taranto Buonasera si è occupato lo scorso gennaio, quando alcuni medici bocciati nella prova a quiz tra i 72 partecipanti hanno telefonato al 112 segnalando presunte irregolarità sulla gestione del concorso e nell’aula dell’istituto don Bosco, in cui si stava svolgendo la prova orale, sono piombati i carabinieri i quali hanno acquisito alcune delle prove a quiz. «Sul tema – scrive oggi Galante – abbiamo già presentato un’interpellanza diretta all’assessore alla Sanità Michele Emiliano al fi ne di ottenere immediati chiarimenti sulla vicenda e affi nché si proceda con i necessari controlli.

In particolare, spiega il pentastellato, dopo aver espletato tutte le fasi concorsuali (valutazione titoli, prova scritta, prova pratica e prova orale), ultimate nel novembre 2015, non si è proceduto alla redazione della relativa graduatoria e solo a distanza di alcuni mesi i partecipanti hanno appreso di tale mancanza. Le motivazioni addotte dal Direttore generale dell’Asl Taranto parlavano di irregolarità nello svolgimento della prova pratica, in primis nel mancato sorteggio dei quiz da sottoporre ai candidati. Nonostante la riconvocazione dei candidati per la ripetizione della prova pratica e l’esecuzione della stessa, la Commissione non ha proceduto con la successiva prova orale a causa della mancanza dei documenti inerenti i titoli, senza tuttavia fornire informazioni ai candidati circa la data di rinvio della prova medesima.

Un concorso, – prosegue Galante – necessario per assicurare la continuità assistenziale nonché il funzionamento delle strutture dopo anni di precariato, che ha tuttavia seguito un iter tortuoso e caratterizzato da scarsa trasparenza e informazione nei confronti dei partecipanti, che ha provocato danni nei confronti dell’intera struttura e dei singoli candidati, in particolare – conclude – di quelli che versano ancora oggi in una situazione di estrema incertezza».

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