27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2021 alle 22:54:00

Cronaca

Eletti i nuovi vertici dell’Associazione degli archeologi di Puglia

L'assemblea regionale dell'Ana Puglia


Eletto il nuovo direttivo regionale dell’Ana Puglia.

L’Associazione Nazionale Archeologi, nel corso di una assemblea regionale che si è tenuta nei giorni scorsi, ha eletto i suoi rappresentanti: presidente Ruggero Lombardi di Barletta, rieletto dopo la relazione sulle attività svolte; direttivo (soci ordinari): Daniele Nuzzi di Taranto, Paola Caggiano, Mina Castronovi di Massafra (soci ordinari), Graziano Caputo di Nardò e Giovanni Fuso di Alezio (soci partecipanti).

Grande interesse hanno suscitato gli interventi, coordinati da Paola Tagliente, coordinatrice per il centro sud dell’Ana, sul tema “Il panorama dell’archeologia italiana ai tempi della Riforma Franceschini” di: Paolo Gull per il Comitato Tecnico Scientifico Ana, Eva Degl’Innocenti, Direttrice del MarTA, Alfredo De Biase, direttore di Castel del Monte e del Museo Archeologico di Palazzo Sinesi a Canosa.

E’ emersa nuovamente la posizione Ana Puglia in merito al trasferimento a Lecce della sede tarantina della Soprintendenza Archeologica, definito una vera ingiustizia per Taranto. Lo ha rimarcato nel dibattito la funzionaria in pensione della Soprintendenza Archeologica, neo socia Ana Puglia, Maria Antonietta Gorgoglione che ha ben sottolineato che «senza Taranto la Soprintendenza pugliese, nata come Ufficio degli Scavi per arginare il commercio clandestino della straordinaria mole di reperti che usciva dal sottosuolo tarantino, non sarebbe proprio esistita»; ha rincalzato la professoressa Giovanna Pupino, archeologa, storica collaboratrice scientifica della Soprintendenza tarantina per inventario nei depositi, catalogazione e la didattica, nonché membro direttivo nazionale Ana e giornalista pubblicista: «L’Istituzione secolare Soprintendenza è nata come regionale, arrivavano al museo MarTa reperti importantissimi da tutta la regione; meritava Taranto di essere potenziata con la Soprintendenza unica e non Lecce; sono memore e testimone di un passato tentativo di “scippo” (il decreto Vizzini) sventato grazie all’impegno della stampa che ha un ruolo importantissimo nella comunicazione ed informazione su riforma, sistema dei musei e dei poli museali pugliesi, ma soprattutto per il MarTA che sta muovendo i suoi primi passi in autonomia speciale».

La coordinatrice del Centro Sud Ana Paola Tagliente, coordinando la tavola rotonda, non ha mostrato peli sulla lingua: «Dobbiamo superare questa fase di chemioterapia; non confondiamo l’archeologia preventiva con l’emergenza; l’Ana si confronta sui tavoli del legislatore proprio per tutelare gli archeologi ed il territorio». Il prof. Paolo Gull dell’Università del Salento, per nome del Comitato Tecnico Scientifico dell’Ana, ha rimarcato, come un fiume in piena, che «la riforma, in fase di sperimentazione, ha sollevato un putiferio ma in realtà dà fiato alle Soprintendenze… asfittiche; ammesso infatti che l’istituzione della tutela archeologica statale abbia funzionato, oggi la riforma rende più efficace l’azione stessa proprio grazie al parere unico. Adesso è l’occasione. Da trentanni si dice che il sistema spezzettato non funziona ma ci vuole il coraggio di rimettere mano al Codice dei Beni Culturali; sbagliato perpetuare un sistema di tutela di cui l’Italia è scontenta ed il cambiamento va gestito bene altrimenti ci travolgerà tutti. La riforma Franceschini è anche una manna benedetta per ridare fiato anche ai vari settori professionali archeologici».

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