Cronaca

Beni confiscati alle mafie, immobili abbandonati

Appello di Libera al Comune: assegnazioni a coop lontane dall’illegalità


«A venti anni dall’entrata in vigore della Legge109/96 per l’utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, i nuovi assetti socio-politici del nostro Paese, ed in particolare del comune tarantino, impongo una riflessione su quanti e quali passi, se ce ne sono stati, sono stati fatti dall’ormai lontano 1996».

E’ quanto dicono dal coordinamento provincialedi Libera in riferimento all’assegnazione dei beni confiscati alle mafie. «L’amministrazione comunale, seppur tra le mille vicissitudini che hanno visto un susseguirsi, quasi nevrotico, di “addetti ai lavori”, ha mosso qualche passo verso l’assegnazione dei beni confiscati presenti sul territorio tarantino».

«Probabilmente – sottolineano dall’associazione di don Ciotti – la lentezza della burocrazia ha rallentato alcuni processi di assegnazione e gli immobili, se non adeguatamente mantenuti, vanno incontro a deterioramenti, che moltiplicano i costi delle future gestioni. Alla soglia del ventennale della Legge 109/96, ciò che si auspica è che si rafforzi il rapporto collaborativo tra Libera e le istituzioni locali per una corretta e, soprattutto trasparente, assegnazione dei beni confiscati alla collettività, mediante l’aiuto fattivo di cooperative sociali, sciolte da qualsiasi legame con ogni forma di illegalità». Per celebrare questo anniversario, Libera in collaborazione con le centinaia di realtà cooperative e associative, ha organizzato “BeneItalia. Beni confiscati restituiti alla collettività”. 

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