21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

Ilva, Berlusconi attacca Renzi e propone la zona franca per salvare Taranto

Le parole del leader di Forza Italia


"Renzi molto spesso non affronta i problemi ma li rimanda nel tempo. Così mi pare stia facendo anche per l’Ilva senza arrivare ad una soluzione definitiva”.

Lo ha detto all’agenzia Ansa il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

“E’ molto abile nel promettere – rileva – ma quando poi si tratta di passare ai fatti concreti evidenzia le lacune di tutti i professionisti della politica come lui”. “La grande industria – per il Cav – può e deve svilupparsi nel dovuto rispetto dell’ambiente e quindi in maniera del tutto compatibile con le esigenze dell’occupazione, del turismo e della salute dei cittadini. Questa regola di buonsenso, di coniugare cioè ambiente e lavoro, deve valere non soltanto per l’Ilva ma per tutte le aziende”.

“Come abbiamo proposto durante le ultime elezioni regionali in Puglia – aggiunge Berlusconi – occorre vigilare sulla puntuale attuazione del Piano di ambientalizzazione dell’Ilva e fare di Taranto, per legge, una zona franca. Inoltre occorre incentivare un sistema che premi chi produce meno rifiuti e ricicla di più, ed omogeneizzare le politiche per la riduzione delle immissioni nocive in atmosfera per la produzione di energia da idrocarburi con quelle per la diffusione delle tecnologie di produzione da fonti rinnovabili”.

“Però attenzione – precisa Berlusconi – ci sono altri due problemi che riguardano l’Ilva così come ogni altra industria. Se la tassazione per le imprese in Italia dovesse rimanere ai livelli attuali troppo elevati, e se la burocrazia dovesse continuare ad essere un ostacolo o addirittura un impedimento insostenibile per chi vuole fare impresa, si corre il rischio che in Puglia, così come nel Sud e in tutta l’Italia, prosegua senza sosta il processo di delocalizzazione industriale verso altri Paesi, anche europei”. “Quindi in sintesi – conclude – l’equazione per l’Ilva è: più ambiente, più lavoro, meno tasse e meno burocrazia”.

EMISSIONI, NUOVI LIMITI
“C’è un’informazione che da oggi i decisori politici devono sapere: si dimezzano dall’8 marzo i limiti di emissione per la diossina e Ilva li dovrà rispettare. Ad oggi non è in grado di farlo in modo continuativo”. E’ quanto si legge in una nota di PeaceLink. “E’ una cosa importantissima che PeaceLink vuole segnalare all’opinione pubblica e ai decisori politici, in particolare al Ministro dell’Ambiente, al Presidente della Regione Puglia, al Presidente della Provincia e al Sindaco di Taranto. Dall’8 marzo 2016 entra in vigore per l’Ilva un limite molto rigoroso che impone alla fabbrica di ridurre drasticamente le proprie emissioni di diossina: Ilva deve scendere sotto 0,15 ng/ m3 di diossina. Non è ancora il limite europeo previsto dalla direttiva 75 del 2010 (ossia 0,1 ng/m3) che doveva scattare dal 1° gennaio 2016 e che per l’Ilva è stato prorogato al 23/2/2007, ma è comunque un limite stringente che Ilva non riuscirà molto probabilmente a rispettare in quanto non ha applicato al camino E312 i filtri a manica previsti dall’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

Per questa ragione Ilva non sarà in grado, molto probabilmente, di rispettare l’AIA fin da domani. PeaceLink chiede urgentemente controlli al camino per verificare se siano rispettati i nuovi limiti per la diossina, e solleciterà la Commissione Europea ad agire in tal senso. E chiede che venga adottato il campionamento in continuo della diossina per rendere tale controllo permanente, anche perché recentemente le norme europee hanno reso il campionamento continuo una procedura appropriata e valevole anche ai fini normativi”.

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