29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

«Petrolio? Esiste l’alternativa»

Daniela Spera di Legamjonici replica a Gennarini: «Ci sono fonti energetiche non inquinanti»


«È vero che si continua a dipendere da fonti energetiche “sporche” come il petrolio, ma è altrettanto vero che il nostro pianeta offre fonti energetiche alternative, non inquinanti, rinnovabili ed ecocompatibili».

La replica di Legamjonici, all’intervento di Valentino Gennarini, non si lascia attendere. Nei giorni scorsi, dalle colonne di Taranto Buonasera, il decano degli agenti marittimi è intervenuto in difesa del petrolio. La risposta di Daniela Spera del comitato Legamjonici.

«È vero che si continua a dipendere da fonti energetiche “sporche” come il petrolio, ma è altrettanto vero che il nostro pianeta offre fonti energetiche alternative, non inquinanti, rinnovabili ed ecocompatibili. Da tempo la stessa Arabia Saudita investe moltissimo sull›energia pulita, esportando modelli tecnologici all’avanguardia nel settore delle rinnovabili. Perché? Eppure estrae ed esporta oro nero, arricchendosi. Ebbene il petrolio si sta esaurendo, per forza di cose dovremo farne a meno tra non molto tempo, ma non per questo “si spegnerà il mondo!”.

Dunque – spiega Spera – non si può non pensare a cambiare rotta da subito, orientandosi verso soluzioni alternative che siano compatibili con l’ambiente e la vita. Inoltre riteniamo molto ingenuo pensare che, attraverso un sistema di “controlli al limite della perfezione schizofrenica” sull’industria petrolifera, si possano prevenire danni ambientali. Ma come si può affidare un tale controllo all’uomo, essere imperfetto e corruttibile che da decenni sta portando l’ambiente alla distruzione? Inoltre le attività petrolifere sono intrinsecamente devastanti per i territori. Questo lo può ampiamente testimoniare la Basilicata, ma anche la stessa Ispra che ha documentato la presenza di idrocarburi di origine petrolifera nei porti a maggior traffico di petroliere.

Forse Gennarini – sottolineano da Legamjonici – non sa che nel bacino del Pertusillo, a causa delle attività estrattive, sono state rilevate tracce di idrocarburi. Quell’acqua arriva anche nella case dei pugliesi. Perché allora non investire in politiche economiche che, preservando l’ambiente, si impegnino ad impiegarne le risorse, a custodirlo, ad arricchirlo? Questo è il valore inestimabile che dobbiamo coltivare e sul quale investire: l’oro verde, l’ambiente, la vita».

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