17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

Sportelli chiusi al Centro per l’impiego perché è finito il toner delle stampanti

Situazione allarmante al Centro Territoriale di Taranto


Esauriti il toner per le stampanti, la pazienza degli utenti e gli stessi impiegati del Centro Territoriale per l’Impiego di Taranto, costretti questi ultimi ad un continuo andirivieni tra il piano terra e quello superiore per assicurare ai cittadini in attesa, un minimo di servizio.

Da ieri mattina gli sportelli di quello che una volta si chiamava collocamento si presentano come appaiono nelle foto qui accanto: vuoti. Qualche impiegato ha appiccicato al bordo della scrivania un cartello che saprebbe di comico se non raccontasse la condizione che da mesi il personale del Centro vive.

“Lavoriamo in emergenza ormai da circa otto settimane e da ieri abbiamo anche esaurito l’inchiostro – riferiscono alcuni operatori – siamo costretti a lavorare alla stessa postazione in due o tre, al piano superiore, perchè almeno lì due sportelli sono ancora in grado di produrre dei documenti”. Gli uffici del primo piano infatti possono ancora “vantare” due stampanti attive, con tanto di inchiostro. E quando anche quello si sarà esaurito? La risposta a questa e ad altre domande arriva sotto forma di sguardi tra il rassegnato e la richiesta d’aiuto. Senza alcuna difficoltà visitiamo gli spazi del collocamento, sembra quasi che qualcuno degli impiegati non aspettasse altro che questo: poter mostrare il degrado in cui versano gli uffici.

Eppure le segnalazioni le abbiamo ricevute dagli utenti, stanchi di interminabili code senza risultato. La burocrazia sta ora soffocando sotto il suo peso: percorrendo i corridoi del collocamento, l’unica parola che affiora alle labbra è “fatiscente”. Si scorgono prese di corrente tenute con il nastro adesivo per i pacchi, citofoni antidiluviani che non hanno più alcuna ragione d’essere, eppure nessuno li rimuove. Crepe vistosissime su muri che non vedono un imbianchino da quel dì, bagni al buio (quelli destinati al pubblico) perchè mancano le lampadine e chi dovrebbe sostituirle, lampade neon che sembrano lanciare degli SOS, perchè quando funzionano lo fanno ad intermittenza. Uno stato di abbandono visibile a chiunque, eppure nessuno fa nulla.

Gli impiegati del Cti sono più di una ventina, alcuni interni, ovvero sul libro paga della Provincia, altri esterni, assunti, sembra, attraverso un progetto della Regione. Consulenti che vengono da fuori: Bari, Foggia, Lecce. “Quando c’erano i colleghi di Isolaverde, l’organico poteva in qualche modo far fronte alle richieste. Avevamo 8-9 persone in più, oggi quegli impiegati sono stati solo in parte rimpiazzati, da circa 5 persone, non hanno però le loro stesse competenze e comunque sono di meno”. Per chi non lo sapesse il Centro Territoriale per l’Impiego dipende dalla Provincia di Taranto.

La carenza di risorse materiali che interessa questi uffici è purtroppo la stessa rilevata, qualche mese fa dai dirigenti scolastici degli istituti della provincia, per i loro istituti. Studenti e professori, in quella occasione, dovettero scrivere al Governo per elemosinare un diritto: il gasolio per i riscaldamenti. Nel caso del collocamento ci sembra che ogni cosa, dalle prese pericolanti, alla scarsa illuminazione dei locali, alla scala che gli impiegati sono costretti a percorrere più volte al giorno solo per stampare dei documenti, sia uno schiaffo alla Legge sulla sicurezza sul lavoro. Il direttore del centro, Emanuele Todde, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ci ha assicurato di aver fatto le dovute segnalazioni al suo referente in Provincia.

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