27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 06:58:00

Cronaca

Banda del racket e furti. Scatta blitz con 6 arresti


TARANTO – Avrebbe preteso dalle 500 alle 1.500 euro per la restituzione di auto e motocarri rubati. Una banda specializzata nel cosiddetto “cavallo di ritorno” è stata sgominata dai carabinieri della Compagnia di Massafra. Il blitz è scattato all’alba di oggi ed ha visto impegnati i militari della locale caserma ma anche del Comando provinciale. Appoggiati da un elicottero del Nucleo di Bari i carabinieri diretti dal capitano Fabio Bianco e dal tenente Giuseppe Beltempo hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip presso il Tribunale di Taranto, dottor Martino Rosati su richiesta del pm dottoressa Giovanna Cannarile, e nel contempo perquisizioni nelle abitazioni degli indagati. In carcere sono finiti il ventisettenne Gaetano Bocconi, il cinquantatreenne Michele Castronovi e il quarantenne Massimo Fumarola.

Agli arresti domiciliari, invece, il trentasettenne Pietro Ruggieri, il trentacinquenne Andrea Porzio e il quarantaseienne Abdesslam Gazouli. Per gli investigatori dell’Arma, i quali nel corso delle indagini hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali, i tre elementi di spicco del gruppo sarebbero Bocconi, Castronovi e Fumarola, per i quali, come detto, si sono spalancate le porte della casa circondariale di Taranto. Per il giudice che ha emesso i provvedimenti restrittivi Bocconi, anche se incensurato avrebbe dimostrato particolare abilità nella gestione dei “cavalli di ritorno” riuscendo a provvedervi attraverso direttive telefoniche ai suoi “collaboratori” e colloqui con le vittime, anche quando si trovava a centinaia di chilometri di distanza. Arresti domiciliari invece per Gazouli che ha un solo precedente risalente a cinque anni fa e che è coinvolto in un solo episodio con funzioni di custode della refurtiva, per Porzio, anch’egli partecipe ad un unico episodio e con un solo precedente risalente a circa 20 anni fa, e per Ruggieri, incensurato e probabilmente solo collaboratore di Bocconi che è il cognato. Delle auto rubate i militari dell’Arma sono riusciti a recuperare una Opel Corsa, un motocarro Piaggio Poker e una Fiat 500. Il motocarro e la Opel sono stati rinvenuti nello stesso luogo e cioè sotto il viadotto di via Chiatona. La macchina è stata trovata con le chiavi di accensione nascoste sotto il tappetino. Tra gli altri furti scoperti quello di una Fiat Panda di proprietà di una autoscuola e di un Fiat Doblò di proprietà di una ditta che consegna bibite. Inquietante il secondo furto. Il proprietario per riavere il furgone ha dovuto pagare un riscatto di 1.100 euro a fronte di una richiesta di 1.500 da cui però ha decurtato 380 euro che era un credito vantato per precedenti forniture di bibite. Il malcapitato commerciante ha dovuto pagare il riscatto in quanto il Fiat Doblò è l’unico mezzo di cui dispone per effettuare le consegna di bibite ma anche per trasportare il figlio disabile. Il commerciante, quindi, costretto a pagare il riscatto in quanto quel mezzo era importante per suo figlio e poichè le sue condizioni economiche non gli permettevano l’acquisto di un altro furgone. Gli automobilisti massafresi dopo il blitz per un bel po’ potranno dormire sonni tranquilli. I tre finiti nel carcere del capoluogo ionico e i tre finiti agli arresti domiciliari nei prossimi giorni saranno sottoposti agli interrogatori di garanzia. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Mancaniello, Ignazio Dragone e Giovanni Vinci.

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