21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

I veleni della diossina piovono sul Sindaco Stefàno

Ambientalisti e genitori: attacco al primo cittadino


“Ci può indicare quale tipo di sviluppo economico Lei ha previsto, dal 2007 ad oggi, per la comunità tarantina, visto l’inarrestabile fuga dei nostri giovani verso altri lidi?”. Quella che rivolgono al sindaco di Taranto la definiscono “la domanda delle cento pistole”.

A prendere carta e penna e scrivere al ‘Dottor Ippazio Stefàno, Sindaco di Taranto’ sono i Genitori Tarantini, autori del manifesto sui bambini di Taranto che vogliono vivere, esposto anche a Genova. “E’ per noi motivo di grande preoccupazione la disastrosa situazione ambientale nella quale siamo costretti a vivere, noi ed i nostri figli, posto che, come Lei ben sa, i rischi di malattie invalidanti e di morte nella città di Taranto sono percentualmente molto più gravi rispetto al resto della regione” si legge nella lettera. “Questo è il motivo principale che ci spinge a porLe alcuni quesiti. Sui dati gravissimi derivanti dagli accumuli nei deposimetri resi noti in questi giorni. Lei ha dichiarato semplicemente di essere disorientato. Come dovremmo sentirci noi, dottor Stefàno, davanti a questi dati che, a Suo dire, Lei non può impugnare perché risalenti al 2015?”.

“Come genitori dei bambini di Taranto pretendiamo delle risposte e non Le sarà data tregua alcuna fino a che non le otterremo. Troppo del tempo che si sarebbe dovuto usare per il benessere della comunità è stato speso per interessi lontani dalla stessa comunità. Sappia, dottor Stefàno, che i genitori dei bambini di Taranto si sono incontrati e guardati negli occhi, riconoscendovi le stesse paure. Adesso sappiamo di essere in tanti e, giorno dopo giorno, cresciamo di numero. Sappia anche che non verrà più accettato il Suo silenzio perché è diritto di ogni cittadino fare domande ed ottenere risposte da chi amministra la cosa pubblica”.

A scrivere al sindaco è anche l’associazione PeaceLink che chiede a Stefàno di applicare con estrema urgenza l’ultima prescrizione (la n.96) dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata il 26 ottobre 2012, che prevede quanto segue: «Si prescrive all’Ilva su specifica richiesta dei Sindaci dei Comuni di Taranto e di Statte, di garantire alle medesime autorità comunali il ristoro degli oneri derivanti ai comuni dalla pulizia delle aree prospicienti lo stabilimento e di tutte le aree pubbliche dei Tamburi». Tale prescrizione aveva scadenza in data 27 ottobre 2012 ma non è stata attuata: il Sindaco non ha mai richiesto all’Ilva lo svolgimento di questi lavori a spese dell’azienda. L’onere delle spese, infatti, è a totale carico dell’Ilva e non del Comune”. 

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