06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

«La maestra deve stare ai domiciliari»

Lo ha deciso il tribunale del Riesame ma è in libertà in attesa del ricorso in Cassazione


 “La maestra deve stare agli arresti domiciliari”.

La decisione è stata adottata dai giudici del tribunale del Riesame ma la donna resta libera in attesa del ricorso in Cassazione. L’avvocato Massimo Tarquinio, difensore dell’insegnante 59enne, finita nei guai per maltrattamenti ai danni dei suoi alunni, ora attende di conoscere le motivazioni dopodiché presenterà ricorso in Cassazione.

Il Tribunale del Riesame ha accolto l’appello del pm ed ha ripristinato i domiciliari per la maestra anni che era stata sottoposta al provvedimento restrittivo il 6 maggio scorso e dopo tre giorni rimessa in libertà dal gip del Tribunale il quale aveva annullato gli arresti domiciliari. Come detto la misura rimane sospesa in attesa del ricorso in Cassazione della difesa.

I giudici del Riesame hanno trenta giorni di tempo per depositare le motivazioni mentre l’avvocato dell’insegnante altri dieci giorni per proporre ricorso alla Suprema Corte che dovrà decidere sul provvedimento restrittivo. La maestra 59enne che insegna in una scuola elementare della città era stata messa ai domiciliari dai poliziotti della Squadra Mobile per maltrattamenti aggravati e continuati ai danni di bambini di sei anni. Le indagini erano state avviate, un paio di mesi prima, dopo le segnalazioni dei genitori di alcuni bimbi.

Per accertare la veridicità delle accuse le indagini, erano state condotte anche con telecamere collocate all’interno dell’aula frequentata dai bambini. Secondo l’accusa la maestra avrebbe sgridato, umiliato e mortificato i piccoli, giungendo persino a percuoterli. Secondo l’accusa avrebbe anche pronunciato frasi del tipo: “Adesso ti devo legare sotto, così ti faccio mancare il fiato”, oppure “E non ridere che ti devo tirare uno schiaffo che ti faccio girare la testa quaranta volte”, o ancora “La prossima volta che ti alzi ti stacco l’orecchio”.

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