28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

Cronaca

Taranto in lacrime per l’ultimo saluto a Federica ed al piccolo Andrea. Le foto

Le toccanti parole di don Ciro Alabrese ai funerali in cattedrale


«Mai come in questo caso sappiamo chi è il colpevole». Mette subito le cose in chiaro don Ciro Alabrese, il parroco della Concattedrale che stamattina, insieme a don Gino Romanazzi, don Emanuele Ferro e don Luca Lorusso, ha celebrato il rito funebre per l’ultimo saluto a Federica De Luca e al piccolo Andrea.

Non ci sono demoni da evocare per giustificare questo massacro. Non ci sono veli di perbenismo e di ipocrisia di cui ammantarsi. Sono altre le domande da porsi e don Ciro le pone in modo chiaro, nella sua accorata omelia in una chiesa traboccante di gente, di dolore e di commozione. Di calore umano che si è stretto intorno ai genitori della sfortunata ragazza e nonni di un nipotino che non potranno più riabbracciare. C’erano anche il gonfalone del Comune, il vicesindaco Lucio Lonoce, e tante maglie bianche della Fipav, la federazione di pallavolo per la quale Federica svolgeva il ruolo di arbitro.

«La sua grande passione», l’ha definita don Ciro, insieme a quella che la giovane mamma aveva per il volontariato, per il dono di sè al prossimo. Alla pallavolo don Ciro ha fatto spesso riferimento con metafore incisive, citando persino Velasco e il suo modo di intendere lo sport: «Lo schiacciatore non sta lì a lamentarsi se il palleggiatore ha servito male; lo schiacciatore risolve l’alzata e basta». E questo è il cuore del dramma. Capire perché e andare avanti: «Al Signore presentiamo tutto il nostro dolore e la nostra rabbia.

Ma Federica, l’arbitro Federica che oggi ci guarda dall’alto, ci chiede di assumerci la responsabilità di fare nuove tutte le cose, come recita il capitolo 21 dell’Apocalisse. Perché di solito noi cerchiamo di trovare il colpevole e non di comprendere il problema e mai, come in questo caso, sappiamo chi è il colpevole». Su questa ondata di violenza familiare il parroco della concattedrale ha invitato a riflettere: «Cosa sta succedendo? L’altro giorno a San Giorgio Jonico ci sono stati altri funerali (il riferimento è all’analoga tragedia di Maria Teresa Meo e Giulio Carafa, sangiorgesi morti a Milano in un caso di omicidio-suicidio ndr)». La domanda da porsi: «Cosa possiamo fare? Gioco di squadra, ognuno per la sua parte, anche la politica.

A Federica chiediamo un time out e di arbitrare questa partita della nostra vita e di portare avanti la sua voglia di vivere e di amare. Con una speranza testarda non dobbiamo lasciarci vincere dal male, ma vincere il male con il bene. Così anche noi riusciremo a fare “nuove tutte le cose”. Il piccolo Andrea, che proprio oggi avrebbe dovuto fare la sua recita, farà il tifo per noi».

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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