Cronaca

Funerali di Luigi Alfarano, Santoro bacchetta il parroco: «Quelle parole? Inopportune»

L’arcivescovo commenta l’omelia per i funerali dell'uomo che ha ucciso la moglie ed il proprio figlioletto


«Sono convinto che l’emozione dettata dal legame affettivo con la famiglia abbia fortemente spinto il predicatore a straripare, facendosi in modo inopportuno interprete di Dio».

Così l’arcivescovo mons. Filippo Santoro, nel corso di una intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, ha commentato le parole utilizzate da don Tonino Maria Nisi dell’Ordine dei Frati minori della parrocchia san Pasquale Baylon, durante l’omelia per i funerali di Luigi Alfarano, di 50 anni, dipendente amministrativo dell’Associazione nazionale tumori, che martedì sera ha ucciso la moglie Federica De Luca di 30 anni e il figlioletto Andrea di 4 e poi si è tolto la vita.

«Ci dà una lezione straordinaria – ha detto don Tonino – perché ci ricorda che noi siamo di passaggio su questa terra, ma nasciamo per andare in paradiso». «Una persona buona. Con il lavoro che faceva, stando anche a contatto con i malati terminali, aveva certamente le carte in regola per entrare in paradiso». Parole che, unite agli applausi di chi ha partecipato al rito funebre, hanno fatto discutere.

L’arcivescovo Santoro ha spiegato: «Il messaggio aberrante può essere veicolato nel momento in cui non circoscriviamo le frasi di padre Tonino alla situazione contingente alla quale accennavo. Restano i fatti, quelli che ci hanno lasciati sgomenti e che ci hanno consegnato una realtà di sola bruttezza: un padre che ha ucciso il suo bambino e la sua compagna. Approfitterei per ribadire che mai l’amore può rivestirsi di aggressività e di violenza: anche il minimo accenno ad esse fa sì che il sentimento differisca fortemente dall’amore».

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