22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 20:15:26

Cronaca

Soprintendenza, arriva la strigliata del Pd

Lettera della segreteria agli iscritti


È un vero e proprio avviso ai naviganti, quello firmato da Walter Musillo, Cataldo Fuggetti e Antonella De Marco a proposito dela querelle sul trasferimento della Soprintendenza a Lecce.

Una circolare rivolta a tutti gli iscritti, della quale Taranto Buonasera è entrato in possesso, che suona anche come una tirata d’orecchi a quanti, a cominciare dal gruppo del consiglio comunale del capoluogo, hanno contestato la linea governativa, partecipando anche, in alcuni casi, alle marce di protesta organizzate dal mondo delle associazioni.

La segreteria provinciale del Pd, insomma, sconfessa l’operato dei consiglieri comunali, con un chiarimento che valorizza la scelta del governo. «Il Parlamento -spiegano Musillo, Fuggetti e De Marco – ha approvato la delega al Governo per l’applicazione e la definizione di quanto di competenza del Ministero relativamente alla legge che ha stabilito l’accorpamento funzionale tra Soprintendenze archeologiche e Soprintendenze paesaggistiche. In pratica, con questi due Enti separati, prima erano necessari per i Comuni due pareri vincolanti distinti in tema di ammissione per i lavori pubblici, invece la nuova legge-delega ne prevede solo uno, con notevole risparmio di tempo e di burocrazia.

Il nostro territorio aveva la sola Soprintendenza archeologica mentre quella paesaggistica era già a Lecce.Nella nostra Regione si è posto il problema delle sedi. Il Ministero nell’accorpamento ha deciso di unificare con sede in Lecce anche la Soprintendenza archeologica, lasciando comunque a Taranto gli uffici periferici. Seguendo questo input, sempre il Ministero, nella persona del Ministro Franceschini, affiancato nel lavoro dai nostri parlamentari democratici, Pelillo e Vico, ha realizzato su Taranto un importantissimo cambiamento strutturale».

«Il grande cambiamento in questione – spiegano i componenti la segreteria – riguarda il Museo Archeologico di Taranto MarTa: questa struttura era gestita dalla Soprintendenza archeologica, ma con una mossa illuminata è stata inserita tra i 20 musei più importanti d’Italia (tra cui al Sud figurano oltre a quello tarantino, Napoli e Cosenza); questa operazione ha permesso al nostro Museo di essere sottratto alla gestione della Soprintendenza per diventare polo galleristico-museale, e quindi diretto e finanziato senza mediazioni gerarchiche dal Ministero. Proprio in quest’ottica è stato dotato di un manager, come la dott.ssa Eva Degl’Innocenti, già mostratasi capace in altre strutture.

Il Museo, visto in questa funzione galleristica, turistica e manageriale, potrà costituire un volano economico della città, cosa questa impossibile per la Soprintendenza, che per sua natura (poiché presiede solo ai pareri vincolanti di ordine amministrativo) non può permettersi né per competenza, né per dotazione di personale di svolgere una politica di valorizzazione che aumenti significativamente i visitatori dei beni culturali. Comunque, va tenuto presente che i dipendenti della Soprintendenza archeologica, circa una ottantina, continueranno a lavorare presso la sede di Taranto senza riduzioni sensibili».

«Il polo Museale – concludono Musillo e gli altri – che invece riceve in dotazione strutture logistiche di pregio da aprire al pubblico e la confluenza anche di strutture periferiche in provincia di tipo museale, con un budget ministeriale di 50 milioni di euro, potrà certamente attrarre nuovi visitatori ed ampliare le possibilità occupazionali, con ricadute sul sistema turistico integrato. La posizione del Partito Democratico tarantino e dei suoi rappresentanti istituzionali, essendo tesa a fare della cultura uno dei volani economici e turistici della città, dotandola di risorse stanziate direttamente dal Ministero, condivide pienamente la posizione del Governo, che ha accolto l’esigenza di rafforzare il polo museale. Per concludere, sottolineiamo che per quel che attiene alla Soprintendenza archeologica si è operato nella convinzione di snellire la burocrazia, che impantanava i Comuni nello svolgimento dei lavori pubblici. Si noti infine che, sempre nell’intento di salvaguardare le priorità del nostro territorio, nell’operazione di taglio della spesa e di snellimento della burocrazia, si è scelto di superare un Ente che non incideva positivamente nella vita di tutti i giorni, garantendo invece ancora l’esistenza di strutture quali l’Autorità Portuale, la Prefettura e il nuovo e potenziato polo Museale che invece servono attivamente al rilancio della nostra Città».

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