Cronaca

Tamburrano e gli altri: chi rischia di decadere

Elezioni e scioglimento dei Consigli. Così potrebbe cambiare la Provincia


La tornata elettorale che ha rinnovato sindaci e Consigli comunali di diversi comuni della provincia jonica, unita allo scioglimento dei Consigli comunali di Martina e Palagiano, rischia di cambiare radicalmente l’assetto della Provincia di Taranto.

La normativa parla chiaro: «il presidente della Provincia decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco». Si tratta della legge 56 del 2014, la cosiddetta “legge Delrio” riguardante le disposizioni sulle città metropolitane, sulle Province e sulle unioni e fusioni di comuni.

Nel caso di Taranto, il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, era impossibilitato a ricandidarsi alla carica di sindaco di Massafra, avendo già espletato due mandati. La sua eventuale elezione nel Consiglio comunale della “Tebaide d’Italia” non cambia la sostanza: secondo il comma 65 della legge 56/2014, rimarrà in carica in qualità di presidente della Provincia sino all’elezione del nuovo sindaco di Massafra (domenica prossima ballottaggio tra Quarto e Gentile, ne parliamo a pagina 2). Ma la “legge Delrio” rischia di stravolgere anche l’attuale assetto del Consiglio provinciale.

Il comma 69 recita, infatti «il Consiglio provinciale è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni della provincia. Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica. La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale».

Seguendo questo schema a decadere sarebbero due consiglieri provinciali originari di Martina Franca, ovvero Michele Muschio Schiavone e Pino Pulito. La loro “carica comunale” è cessata dopo lo scioglimento del Consiglio avvenuto a seguito della mancata approvazione del bilancio. Discorso diverso, invece, per il consigliere provinciale Pd, Vito Miccolis, che ha scelto di non ricandidarsi per un posto nel nuovo Consiglio comunale di Massafra. Normative alla mano i tre consiglieri provinciali dovrebbero essere sostituiti dai candidati non eletti. Per sostituire il presidente Tamburrano, invece, sarebbe necessario indire nuove elezioni. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo visto che nei corridoi della Provincia c’è chi parla di un “codicillo” inserito nella legge di Stabilità per assegnare una proroga a presidenti e consiglieri decaduti. Il tutto fino a settembre quando, comunque, si procederà al rinnovo delle cariche. Ad ottobre, poi, gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum sulle modifiche definitive della seconda parte della Costituzione.

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