Cronaca

Dal Borgo alla periferia, Taranto sommersa dai rifiuti. Le foto

Raccolta a rilento. Scoppia l’emergenza


Cassonetti stracolmi; marciapiedi e strade ricoperti dai rifi uti.

Anche ieri è stato un brusco risveglio per i tarantini. Dal Borgo alla periferia, passando per via Liguria. La città è di fatto sommersa dai rifiuti.

Le foto scattate l'altro ieri intorno alle 19, in via Campania e via Puglie, danno l’idea della situazione che, complice le elevate temperature registrate ieri  in città, rischia di trasformarsi in una emergenza igienico – sanitaria senza precedenti.

In via Principe Amedeo, poi, il paradosso: «Svuotano i cassonetti ma i rifiuti restano sul marciapiede – spiega Massimo, uno lettore che ha inviato una segnalazione, corredata da foto, alla nostra redazione. Sono lì da due giorni. E’ una vergogna».

E’ vero, i tarantini sono ormai abituati ai rifi uti in strada. Più o meno da quando il Comune ha chiesto all’Amiu di avviare una sperimentazione che prevede lo svuotamento dei cassonetti tutti i giorni tranne la domenica. L’obiettivo, ovviamente, era quello di ottenere un risparmio ma la sperimentazione ha creato disagi e malumori. Alla ripresa delle operazioni di raccolta, dopo la “pausa domenicale”, gli operatori dell’Amiu hanno faticato non poco per recuperare i rifi uti che nel frattempo si erano accumulati su strade e marciapiedi. Problematiche affrontate nel corso di una assemblea dei soci (il Comune è socio unico dell’Amiu). Sotto la lente di ingrandimento sarebbe fi nita l’assenza di una riorganizzazione generale del servizio.

Ad esempio, al Borgo (quartiere in cui sono presenti centinaia di esercizi commerciali e della ristorazione) i cassonetti sarebbero svuotati fi no alle 5 del sabato mattina. Il servizio riprenderebbe solo alle 22 del lunedì sera. Altre zone periferiche della città, invece, sarebbero servite diversamente (fi no al sabato sera). Ad acuire l’emergenza lo sciopero generale nazionale dei lavoratori del settore ambiente-igiene urbana di mercoledì scorso. Tra le rivendicazioni dei dipendenti dell’Amiu: il rinnovo dei contratti, fermi da ventisei mesi, il mancato pagamento delle quattordicesime e l’organizzazione di un servizio che mostra evidenti crepe ormai da mesi.

«I mezzi con i quali lavoriamo – ha dichiarato uno degli operatori durante il sitin sotto la prefettura – sono tutti a nolo, non ricevono manutenzione e spesso una macchina viene impiegata per dieci ore di seguito e naturalmente l’usura è causa di avarie sempre più frequenti».

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