18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Enzo Cesareo incassa il sì dell’assemblea


TARANTO – “Questa presidenza svolgerà il suo mandato nel principio della novità nella continuità”. E’ questo l’imperativo di Enzo Cesareo che ieri sera si è insediato alla presidenza di Confindustria Taranto. Nel corso dell’assemblea, Cesareo ha incassato il sì degli industriali tarantini. Come detto, Cesareo ha varato il principio della “novità nella continuità”. “Novità – ha spiegato ieri il nuovo presidente di Confindustria – in quanto modalità e programmi saranno tarati sugli scenari congiunturali attuali, continuità poiché ogni organizzazione complessa che si rispetti, come la nostra Associazione, non potrebbe proiettarsi nel futuro senza confrontarsi con il passato, con i suoi aspetti positivi e negativi”.

Il successore di Luigi Sportelli, alla guida della sezione tarantina di Confindustria, nei giorni scorsi ha presentato squadra e programma alla Giunta. Questa la composizione dell’Esecutivo che affiancherà il nuovo Presidente con le rispettive deleghe. Vicepresidenti: Antonio Marinaro (Infrastrutture); Domenico Nardelli (Made in Italy); Emanuele Di Palma (Organizzazione e sviluppo); Antonio Albanese (Ricerca e innovazione); Giancarlo Guarrata (Energia e ambiente); vicepresidenti di diritto Paolo Campagna (Presidente Gruppo Giovani) e Massimo Di Giuseppe (Presidente Piccola Industria). Consiglieri delegati: Antonio Galeone (Progetti Speciali); Michele De Pace (Marketing Associativo); Piero Chirulli (Credito e finanza); Antonio Prota (Marketing Territoriale); Antonello Cassalia (Rapporti Associativi); Enzo Di Taranto (Internazionalizzazione & Corporate Marketing); Francesco Velluto (Formazione); Marco Andrisano (Urbanistica/Città vecchia). Enzo Cesareo, nella sua relazione, ha messo in evidenza le direttrici sulle quali si muoveranno gli industriali nell’immediato futuro. “Taranto – ha detto il presidente – non può più pensare alle proprie dinamiche territoriali come ad una realtà a sé stante, bensì quale realtà strategica inserita in una macro-area che è quella del Mezzogiorno”.

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