Cronaca

«E’ reale il rischio esuberi all’Ilva»

Vertice al ministero dello Sviluppo Economico


«Cosa serve all’Ilva? Un progetto industriale credibile. A prescindere da bandiere e passaporti. Perchè spesso sotto l’ombrello dell’italianità si sono consumate operazioni sbagliate».

Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl, è reduce dall’incontro di stamattina a Roma al Mise, dove il ministro Calenda ha incontrato i sindacati metalmeccanici. All’ordine del giorno, il caso Ilva. Entro il 30 giugno verranno svelate le cordate che ambiscono all’acquisto (o all’affitto) del più grande gruppo siderurgico italiano, anche se i nomi sono già noti: ArcelorMittal, gigante franco-indiano, da una parte, insieme a Marcegaglia; dall’altra gli outsider turchi di Erdemir, con il piccolo produttore nazionale Arvedi.

Con loro, con ogni probabilità, Del Vecchio e la Cassa Depositi e Prestiti, il cui ruolo potrebbe rivelarsi determinante. Al tavolo romano di oggi comunque non si sono fatti nomi, ma numeri. Che fanno paura.

«Con una produzione inferiore alle otto milioni di tonnellate il rischio di esuberi è reale. Oggi non vogliamo considerare questa eventualità» dice Bentivogli. Ma aspettando i piani industriali ed ambientali di Arcelor ed Erdemir-Arvedi, è più che attendibile l’indiscrezione che vuole la capacità produttiva della nuova Ilva, a prescindere dai compratori, a sei milioni di tonnellate. L’Altoforno 5, il più grande d’Europa, resterebbe spento. Le conseguenze sull’occupazione si presentano chiare, quindi, mentre resta da sciogliere il fondamentale nodo della compatibilità ambientale dello stabilimento.

«A giugno 2014 ci veniva detto che, entro dicembre, Ilva sarebbe stata venduta. Oggi siamo a questo punto, dopo una serie clamorosa di errori. Il tempo passato non è stato neutrale. Si sono fatti molti passi indietro» annota il capo dei metalmeccanici della Cisl. In fibrillazione c’è anche l’indotto. Il coordinatore provinciale di USB Taranto Francesco Rizzo e Sergio Bellavita del coordinamento nazionale USB hanno incontrato nella giornata di ieri Sebastiano Leo, assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia con il quale hanno discusso della questione appalti Ilva.

«I lavoratori vivono una grossa difficoltà economica, sia chi è ancora in servizio che fa fatica a percepire lo stipendio, sia chi vive di cassa integrazione ed è ormai agli sgoccioli» afferma Rizzo. «L’assessore Leo ci ha ascoltato con molta attenzione e ci ha assicurato che a breve ci sarà un tavolo di confronto su questa questione, per venire incontro a tutti i lavoratori degli appalti Ilva».

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