22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 20:15:26

Cronaca

Scacco al clan Di Pierro, 33 fermi. I nomi di tutti gli arrestati

Mafia, racket, droga e armi. Quattro ricercati


“La città è nelle nostre mani”. Così diceva agli affiliati il presunto boss Cosimo Di Pierro ma non sapeva di essere intercettato dalla polizia. E per imporre la propria egemonia la temibile organizzazione aveva dichiarato guerra agli altri gruppi malavitosi. Una guerra che alla fine del 2014 ha raggiunto la fase più cruenta e pericolosa con una impressionante escalation di sparatorie nelle vie della città. Un far west che ha lasciato feriti sul campo ma che è stato subito stoppato dalla polizia con alcuni arresti. Il clan smantellato all’alba di oggi è accusato di tentati omicidi, racket, traffico di droga e detenzione di armi. E’ stato sgominato dagli agenti della questura tarantina coordinati dalla Dda di Lecce. In 33 presi dalle rispettive abitazioni di tutti i quartieri da duecento poliziotti appoggiati dall’alto da un elicottero. Gli investigatori della Squadra Mobile durante le indagini hanno anche ripreso in diretta un rito di affiliazione all’organizzazione mafiosa e hanno recuperato un numero “rilevante” di armi. Solo stamattina nel corso del blitz sono state sequestrate cinque pistole e droga. Nel corso delle indagini invece sono state sequestrate cinque pistole e due bombe. Secondo gli investigatori il clan si era alleato con un gruppo criminale capeggiato da Gaetano Diodato e da Angelo Di Pierro (figlio di Cosimo Di Pierro) specializzato nel traffico di droga e un gruppo facente capo a Nicola Pascali, molto attivo nel racket. Dalle indagini è emerso che i rapporti tra i gruppi inizialmente erano conflittuali e che in un secondo momento si erano stabilizzati viaggiando su binari di reciproca tolleranza se non di collaborazione. Le indagini sono iniziate nell’aprile dello scorso anno dopo che a Cosimo Di Pierro erano stati concessi i “domiciliari” per motivi di salute. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali è emerso che il presunto boss avrebbe voluto impossessarsi della città ricostruendo una organizzazione criminale che poteva contare sulla disponibilità di armi e di esplosivo. Nel mirino del gruppo commercianti del Borgo e del rione Solito. Di Pierro, il cui gruppo era legato alla Scu, poteva contare su numerosi giovani fedelissimi che ne rappresentavano il braccio armato. Il blitz è stato illustrato in una conferenza stampa a cui hanno preso parte il procuratore antimafia, Cataldo Motta, il pm antimafia Alessio Coccioli, il procuratore capo del Tribunale di Taranto, Carlo Maria Capristo, il procuratore aggiunto Pietro Argentino, il questore Stanislao Schimera, il capo della Mobile, Angela Rogges.

Ecco i nomi dei destinatari dei provvedimenti di fermo nel blitz della polizia: Cosimo Di Pierro (1955), che è in regime di detenzione domiciliare;

Cosimo De Leonardo (1953);

Pasquale De Leonardo (1973);

Ignazio Taurino (1956);

Daniele Angelini, soprannominato “cuppino” (1991);

Calogero Bonsignore (1962);

Giuseppe Cantore, (1981);

Antonio Ciaccia, (1988);

Massimiliano Cocciolo, (1975);

Giuseppe D’Addario, (1977);

Massimo D’Addario (1972);

Egidio De Biaso (1980);

Francesco De Santis, soprannominato “il gufo” (1969);

Angelo Di Pierro, detto angioletto, (1991) sorvegliato speciale;

Gaetano Diodato (1969), che è in regime di arresti domiciliari;

Cristian Galiano (1988);

Luigi Giangrande (1986);

Emanuele Giannotta, soprannominato “giocattolo” (1982);

Cosimo Inerte, (1993);

Riccardo La Barbera (1964);

Tommaso Liuzzi, soprannominato “spaghettino” (1969);

Valentina Loperfido (1995);

Francesco Mancino, (1981), attualmente detenuto presso la casa circondariale di Lecce;

Francesco Micoli, (1971);

Cosimo Marinò (1993);

Davide Montella (1991);

Fabrizio Nigro (1981);

Umberto Nigro (1970);

Cosimo Nitti (1972);

Nicola Pascali, (1979), sorvegliato speciale;

Gabriele Pignatelli (1987);

Piergiuseppe Pontrella (1994), attualmente detenuto presso la Casa circondariale di Taranto;

Luana Rossano (1990);

Andrea Sansone (1990);

Davide Sudoso (1974);

Erminia Terrasi (1985);

Egidio Turbato (1969).

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