30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 07:04:16

Cronaca

Temevano l’arresto ed erano pronti alla fuga

E’ emerso dai dialoghi intercettati dalla Squadra Mobile


Il pm antimafia del tribunale di Lecce, Alessio Coccioli e il sostituto procuratore del tribunale di Taranto applicato alla Dda, Lanfranco Marazia, hanno firmato i provvedimenti di fermo di polizia giudiziaria perchè c’era un reale pericolo di fuga da parte degli indagati.

Infatti, Cosimo Di Pierro, dialogando in più occasioni con i suoi sodali avrebbe espresso l’intenzione di sottrarsi alla detenzione domiciliare e di fuggire, nascondendosi in un appartamento che fosse conosciuto solo a pochissimi e fidati complici. In un dialogo il presunto boss incarica i suoi fedelissimi di trovare un alloggio idoneo e di arredarlo con l’essenziale affinchè fosse pronto in caso di emergenza. Per un determinato periodo avrebbe anche individuato un alloggio di fortuna nell’abitazione di una giovane donna il cui marito era stato arrestato qualche giorno prima e che aveva, quindi, necessità di denaro.

Anche il 12 febbraio scorso al figlio Angelo, che era in attesa di una sentenza di primo grado che temeva essere di condanna, Cosimo Di Pierro consiglia di sparire, dal momento che, spiega il giorno successivo ad una delle donne poi fermate nel blitz, che il figlio “non è fatto per la galera”.

Nuovi accenni all’intenzione di sfuggire ad un blitz nel quale temono di essere a breve coinvolti sono contenuti in dialoghi intercettati puntualmente dalla polizia il 2 e il 29 maggio scorsi. Per gli inquirenti a confermare il pericolo di fuga una conversazione tra Cosimo e Angelo Di Pierro e un loro amico durante il quale commentano preoccupati la notizia di un imminente “blitz di 40 persone”.

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