Cronaca

«Cari commercianti dovete denunciare»

Dopo i blitz l’intervento di Casartigiani, Claai e Confcommercio


TARANTO – «Noi imprenditori abbiamo il dovere di fare la nostra parte e di non rassegnarci ad accettare regole e imposizioni, sopportabili all’inizio, ma intollerabili nel tempo». Questo l’appello di Casartigiani, Claai e Confcommercio dopo i blitz delle forze dell’ordine che hanno sgominato diversi gruppi malavitosi della città.
«Un mercato libero è quello che salvaguarda le regole del gioco. Iniziativa privata, pluralismo, rispetto del consumatore, qualità dei territori e delle relazioni sociali. Quando questi asset vengono meno, la città perde la sua identità sociale, e si frantuma in un arcipelago confuso di isole in un cui trovano facile presa i poteri illegali  dell’affarismo e  della malavita. La maxi operazione che ha portato al fermo di trentacinque persone, presunte appartenenti a tre pericolosi clan mafiosi tarantini, segna molti punti a vantaggio delle istituzioni, l’unico vero baluardo contro i poteri malati che da sempre tentano – anche attraverso la politica e l’affarismo – la scalata al governo della città. Istituzioni nelle quali i cittadini devono tornare a credere, perché altrimenti i poteri illegali  che, hanno  facile  terreno di coltura  nei ghetti sociali e nelle sacche di povertà del territorio, estendono i loro gangli su tutto. “La città è nostra” è la frase espressa dal vecchio boss ambizioso, forse un po’ eccessiva ma non troppo lontana da un pericolo sempre in agguato e cioè che la scalata al potere passi dalle forme  brute del racket, della protezione forzata a imprenditori, commercianti ed artigiani, a forme più sofisticate di vero e proprio inserimento nella economia ufficiale, come purtroppo è già avvenuto negli anni  passati dominati dai vari clan. Il tentativo – dicono le associazioni di commercio e artigianato – di fatto era proprio quello – abbiamo appreso dalla stampa- di emulare e riproporre quelli stessi modelli. Ecco se l’operazione condotta dagli uomini della Squadra mobile, dai magistrati della Dda e della Procura di Taranto,  a distanza di qualche giorno dall’altra operazione che ha portato  all’arresto complessivo di oltre settanta  persone, spezza le gambe alla malavita tarantina, dall’altro afferma che lo Stato c’è’, e che la speranza di poter lavorare in una città normale non è persa! Noi imprenditori abbiamo il dovere di fare la nostra parte e di non rassegnarci ad accettare regole e imposizioni, sopportabili all’inizio, ma intollerabili nel tempo. Le nostre organizzazioni possono fornire supporto alle imprese in difficoltà, il canale di collaborazione con  le Forze dell’ordine è costantemente  attivo  e pronto a dare aiuto, con il massimo riserbo, agli imprenditori. Di qui l’invito a rivolgersi con fiducia alle Istituzioni e a non isolarsi in situazioni senza via di uscita.  Non può esservi futuro se non vi è legalità».  

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