18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 14:47:29

Cronaca

Botta e risposta Florido-Chiarelli


TARANTO – Gianni Florido vorrebbe dimettersi; Gianfranco Chiarelli non sarebbe d’accordo. Hanno opinioni diametralmente opposte i due esponenti di Pd e Pdl in merito alla presidenza della Provincia. Nelle scorse settimane il presidente della Provincia Gianni Florido ha comunicato, nel corso di una riunione di Giunta, la sua intenzione di dimettersi da presidente. Una scelta che ha fatto sobbalzare dalle poltrone i suoi fedelissimi che hanno tentato, a più riprese, di far scendere Florido a più miti consigli. Da settimane, ormai, il Pd in particolare e il centrosinistra più in generale, non parla d’altro. Come se il destino di migliaia di tarantini non dipendesse da altro. Il Pd, in teoria quello che più di altri dovrebbe rappresentare i bisogni dei cittadini, appare invece lontanissimo dai problemi reali. Addirittura ponendo la questione al centro dell’agenda politica cittadina.

Sull’argomento si registra anche il dissenso del consigliere regionale del Popolo della Libertà Gianfranco Chiarelli. “Sono del parere – spiega il vicecoordinatore regionale del Pdl – che per un ruolo così determinante come quello dei presidenti di Provincia, di Regione, di sindaco, ci debba essere un mandato specifico e lo si deve portare a compimento fino alla fine della legislatura. Fossi Florido non darei le dimissioni perchè io, da presidente della Provincia, manterrei fede al mandato conferito dagli elettori e il suo scade nel 2014. Florido vorrebbe dimettersi quando mancano ancora due anni di attività amministrativa”. Viaggiano in senso opposto, rispetto agli intendimenti di Florido, le dichiarazioni di Chiarelli che non manca di bacchettare il presidente della Provincia. “Capisco la situazione del presidente Florido, alle prese con una legge balorda ma non si sa ancora se sviliscono il ruolo delle Provincie, se rimangono enti di primo livello o se resteranno in vigore le amministrazioni con una popolazione superiore ai 300mila abitanti come nel caso della provincia di Taranto”. Un concetto condivisibile, quello espresso dall’esponente del Pdl che non manca di rimarcare quanto la scelta del numero uno di Palazzo del Governo sia profondamente sbagliata: “Fossi in lui – ammette Gianfranco Chiarelli – rivedrei quella scelta anche se l’ambizione di ogni uomo non la si può condizionare”.

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