Cronaca

Senza lo Stato addio Ilva

Al convegno di Cgil e Fiom anche i segretari nazionali Camusso e Landini


«Il ruolo pubblico, e quindi quello di Cassa depositi e prestiti, è decisivo. Per questo riteniamo ci debba essere una piena assunzione di responsabilità da parte del Governo».

Si è tenuto ieri mattina, nel salone di rappresentanza della Provincia, il convegno organizzato da Cgil e Fiom. Al centro del dibattito il futuro dell’Ilva. Tra i relatori, anche il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso ed il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini.

«Bisogna tenere fede agli impegni riguardanti ambientalizzazione, salute e sicurezza della città – ha spiegato Camusso – per la produzione deve esserci una procedura trasparente per avere successo nel processo di acquisizione dell’industria. La situazione di incertezza che da tempo domina determina sia problemi di sicurezza per i lavoratori e per il funzionamento della fabbrica, sia incertezza rispetto al valore dell’azienda e di investimento necessario ai temi di rispetto del piano. Un’azienda che rimane per tanto tempo in altalena, in difficoltà, perde valore e perde prospettive per il futuro. La sicurezza – ha sottolineato la leader della Cgil – è una delle nostre maggiori preoccupazioni.

Sicurezza vuol dire certezza tempi e modi degli investimenti, vuol dire un’organizzazione del lavoro che è condivisa ma vuol dire anche formazione. In pratica tutto quello che in un’azienda funzionante cambiano la prospettiva. Vorremmo conoscere solidità, capitali, scelte di investimento e programmi industriali. Il fatto che si parli molto di nomi e cordate e poco di piani industriali potrebbe essere una preoccupazione». Per il segretario della Fiom, Landini «l’ambientalizzazione dell’azienda è l’unica strada possibile se si vuole dare un futuro all’Ilva. Così come è importante che i piani industriali siano in grado di risolvere i problemi che hanno prodotto la crisi dell’Ilva e che sono sia di natura manageriale e quindi di tecnologie adatte e sia il problema di fondo della salute e della sicurezza dentro e fuori dalla fabbrica. C’è un problema contingente perchè bisogna far ripartire una manutenzione straordinaria visto che continuano ad esserci troppi incidenti anche mortali. E’ necessario, quindi, un intervento urgente.

Dall’altra parte è chiaro che questi sono mesi decisivi perchè si delinea un assetto proprietario che deve dare garanzie precise sulla qualità degli investimenti e sulle scelte di politica industriale. Noi continuiamo a pensare che in tutto questo sia decisivo il ruolo pubblico, e quindi il ruolo di Cassa depositi e prestiti. Ci deve essere quindi una piena assunzione di responsabilità da parte del Governo. Poi è chiaro che, per quello che ci riguarda, il tema centrale diventa anche l’integrità del gruppo e la difesa reale dei livelli occupazionali. Su questo tema, visto che oggi si sta passando dalla dichiarazione di interesse alla definizione dei piani industriali, è venuto il momento di dare trasparenza a ciò che si andrà a decidere. Per questo è necessario che ci siano tavoli di confronto veri che coinvolgano i lavoratori e le organizzazioni sindacali.

Riguardo al ruolo pubblico – ha spiegano il segretario della Fiom – dico che senza un intervento ed un ruolo pubblico la soluzione ai problemi non c’è. Per me è un dato di realismo, poi, se si vogliono inventare soluzioni che non risolvono i problemi si proceda anche senza un ruolo pubblico ma se si vuole dare credibilità a quello che si sta facendo credo che il ruolo pubblico sia decisivo. Qui a Taranto, oltre ad affrontare le questioni degli investimenti necessari e quelle di natura ambientale c’è da ricostruire una fiducia con il teritorio. Diventa importante quindi quello che si fa e come lo si fa ma soprattutto la trasparenza con cui questo viene fatto. Per quello che ci riguarda il nostro ruolo lo vogliamo giocare in questa direzione».

E, a chi gli chiede conferme, circa un’ipotetica discesa in campo alle prossime elezioni Politiche, a capo di un coalizione di sinistra alternativa, sorride e risponde: «Ancora?».

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