29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

«Così la Provincia batte cassa»

Le accuse della Cna riguardo al concorso per guide ed accompagnatori turistici


«Denunciamo innanzitutto il tentativo della provincia di Taranto di fare cassa a spese dei partecipanti (da tutte le province) al bando, alla luce del fatto che chi parteciperà ai bandi nelle altre province, secondo la nuova normativa regionale, non dovrà versare i 100 euro previsti per Taranto, perché il corso sarà a carico della Regione».

In riferimento al bando per l’abilitazione alla attività di guida e di accompagnatore turistico Pasquale Ribezzo, segretario regionale Cna e coordinatore di Cna Turismo e Beni Culturali accusa la Provincia. «Abbiamo sollevato il problema in febbraio e il 9 marzo abbiamo inviato per Pec al Presidente della Provincia di Taranto una lettera in cui consideravamo inopportuno il bando e ne chiedevamo il ritiro o la sospensione, in attesa che fosse chiaro il quadro amministrativo di riferimento. A quella lettera non c’è stata alcuna risposta.

Anzi, da parte degli uffici si è continuato tranquillamente a sostenere che l’efficacia del bando era confermata. C’è stata il 29 una riunione delle Province, delle parti sociali con l’assessore Capone e il suo staff; e la provincia di Taranto era di fatto assente dal momento che era rappresentata da funzionari che non avevano alcun potere decisionale. E comunque ha inviato il chiaro messaggio che non intendeva recedere da quanto già fatto. A questo punto il problema diventa politico – sostiene Ribezzo – nel senso che denunciamo innanzitutto il tentativo della provincia di Taranto di fare cassa a spese dei partecipanti (da tutte le province) al bando, posto che chi parteciperà ai bandi nelle altre province, secondo la nuova normativa regionale, non dovrà versare i 100 euro previsti per Taranto, perché il corso sarà a carico della Regione. Inoltre vi è un problema sostanziale per cui non si può guardare alle guide come soggetti da spremere per dare loro un patentino, producendo nuove schiere di precari e disoccupati; ma il problema è di prendere coscienza che le guide saranno strategiche nella prospettiva del Piano regionale.

Non sarebbe male – proseguono dalla Cna – che il presidente della Provincia di Taranto facesse trapelare in proposito, il suo pensiero. Se non vogliamo che questa sia l’ennesima tegola che cade sulle martoriate sorti di questa terra. Noi continueremo comunque a presidiare i territori e a lavorare in direzione del Piano Strategico regionale che ci pare, in questo momento, l’unica luce in fondo al tunnel soprattutto per la provincia ionica».

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