24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Giangrande si difende: “Denuncio tutti”


TARANTO – “Voglio un risarcimento danni. Hanno infangato il mio nome”. Non le manda certo a dire Leonardo Giangrande. Lui, presidente di Confcommercio, giovedì ha ricevuto il benservito da 19 consiglieri camerali. Tra questi c’erano anche alcuni “esponenti” dell’Ascom, una circostanza che ha creato non pochi malumori in seno all’associazione dei commercianti tarantini. Stamattina Giangrande ha tenuto una conferenza stampa (nella foto dello studio R. Ingenito) per spiegare la sua versione. Presidente, qual è il suo stato d’animo dopo la mozione di sfiducia che ha messo fine alla sua esperienza nella Giunta della Cdc? “Si è voluto infangare il mio nome per questo ho dato mandato ai miei legali di tutelare la mia immagine.

Non si può distorcere la verità in questo modo”. Si riferisce alla vicenda relativa alla nomina del segretario generale della Camera di Commercio? “Certo. Nella mozione di sfiducia si parla di insanabili irregolarità per ciò che attiene quel procedimento. Ho dei documenti che attestano che di quella commissione faceva parte anche il presidente Sportelli ed ha votato, come tutta la Giunta all’unanimità, l’annullamento in autotutela”. Sì ma nella mozione di sfiducia si fa riferimento anche ad un sistema per “piegare” il presidente Sportelli “al volere di una ridotta cerchia”. “E’ da settembre che invito Sportelli a considerare le problematiche relative alla gestione delle spese. Ho scritto quattro lettere al presidente, di cui una riservata, per sollecitare un cambio di indirizzo nella gestione dell’Ente. Altro che osteggiare”. Ci sembra di capire che, a suo modo di vedere, ci sarebbe dell’altro dietro quella mozione. “La risposta la posso dare con una data: il 18 dicembre”. Per quel giorno è prevista la discussione del merito da parte del Consiglio di Stato sul ricorso contro l’illegittimità della nomina del presidente Sportelli. Che relazione c’è tra quella data e la mozione di sfiducia? “Vedrete, nei prossimi giorni ci saranno ulteriori incarichi in conseguenza dei quali saranno ritirati i ricorsi”. E perchè a pagare sarebbe stato lei? “Perchè dopo la sentenza del Tar Sportelli mi ha chiesto di dimettermi. Io ho risposto di no perchè, a mio parere, bisognava aspettare gli eventi”. E ora, come intende muoversi? “Voglio un risarcimento danni. Ho già dato mandato ai miei legali di tutelare la mia immagine e quella della Confcommercio che è stata infangata. Ci sono dei rilievi di natura amministrativa, in relazione all’atto dal quale è scaturito l’azzeramento della giunta, e di natura penale perché si parla di “insanabili irregolarità”. Non ho nulla da perdere. Voglio giustizia”.

Fabio Mancini

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