23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:34:41

Cronaca

“Nuova mafia”. La verità di Parnasso


TARANTO, 03/06/02 PARNASSO FOTO RENATO INGENITO

TARANTO – Parola ad Armando Parnasso. Sarà l’imprenditore, brindisino di nascita ma attivissimo nella nostra città soprattutto nei primi anni del 2000, a deporre come testimone nel processo in cui è sfociata l’operazione antimafia ribattezzata Scarface. Elemento di spicco nel procedimento è Giuseppe Florio, che viene indicato come leader, “promotore, dirigente e organizzatore” di quell’associazione per delinquere di stampo mafioso che avrebbe allungato prepotentemente i propri tentacoli sulla città, almeno secondo la ricostruzione del pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia che ha firmato le oltre settanta richieste di rinvio a giudizio passate al vaglio dell’udienza preliminare. Lo stesso Florio ha rilevato un ristorante di proprietà di Parnasso, intestandolo al figlio, ed è su questo episodio che verterà la deposizione dell’imprenditore, in programma giovedì.

La cifra pattuita sarebbe stata di 60.000 euro, che ritorna anche in una cartella esattoriale della Soget relativa all’attività commerciale situata in zona Veccarella. Dovrà essere Parnasso a fornire tutti i dettagli su quella compravendita e su come sarebbe avvenuto il pagamento. Dalle carte dell’inchiesta Scarface, emerge una sorta di romanzo criminale con il capoluogo ionico come scenario di una serie di attività illecite. L’associazione mafiosa avrebbe agito “anche in collegamento con altre consorterie attive nella città di Taranto e nella provincia” e si sarebbe avvalsa “della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti di truffa in danno di banche ed intermediari finanziari” oltre a “trasferimento fraudolento di valori, estorsione, fabbricazione, detenzione e porto di armi esplodenti, furti aggravati, danneggiamenti, atti di violenza sulle cose e alle persone ed altri reati”. L’organizzazione avrebbe gestito dei raggiri tesi ad ottenere indebitamente l’ero-gazione di mutui e prestiti grazie a documentazioni falsificate. Riflettori puntati anche su episodi caratterizzati da danneggiamenti, da estorsioni e da spaccio di stupefacenti. L’istruttoria viaggia verso la conclusione, con il processo che entrerà nel vivo con la richieste di condanna.

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