06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 06:58:33

Cronaca

Morto in Kosovo. Michele Padula torna a casa


TARANTO – Domani sarà lutto cittadino a Montemesola durante i funerali, che saranno celebrati nella Chiesa Madre, del 26enne Michele Padula, militare della Kfor, morto in circostanze ancora misteriose nel primo pomeriggio di ieri in una base del contingente italiano nel nord del Kosovo. La decisione è stata presa in un riunione tenuta stamattina dal sindaco di Montemesola, Vito Antonio Punzi e dalla sua Giunta. Nella mattinata di oggi la salma dello sfortunato militare è arrivata a Roma, all’aeroporto di Ciampino, accolta dalla famiglia e dalle massime autorità delle forze armate. Dopo l’arrivo nella Capitale, la salma di Michele Padula è partita alla volta dell’aeroporto di Grottaglie. L’arrivo è previsto per le 19 di oggi. Ad accogliere la salma il sindaco Punzi e le autorità cittadine, provinciali e regionali.

Subito dopo il carro funebre raggiungerà la casa dei Padula, a Montemesola, dove sarà accolto da un picchetto d’onore. Successivamente la salma sarà trasferita nella Chiesa Madre che rimarrà aperta sino alle 22, per dare la possibilità ai concittadini di rendere omaggio al militare deceduto in Kosovo. Domani alle 16 i funerali. Fino alle 19, come si diceva, sarà lutto cittadino. A Montemesola molti conoscevano Michele e la sua famiglia. Anche l’ex sindaco Franco Marangi conserva un bel ricordo di Michele. “Quando ero sindaco – racconta – ricordo della sua partecipazione, ancora giovanissimo, tra i bersaglieri che vennero a far visita alla nostra città. Era motivo di orgoglio per tutti allora e lo sarà anche ora che non c’è più”. Michele Padula era un volontario in ferma prefissata di quattro anni. Figlio di un sottufficiale della Marina Militare era in Kosovo da diverso tempo. La mamma è casalinga e ha un fratello più piccolo, Vincenzo. Michele era rientrato a casa per una breve licenza solo un paio di settimane fa. Sembrava tranquillo e normalissimo dicono quelli che lo hanno incontrato. Ma resta il giallo sulle cause del suo decesso avvenuto nella base italiana di stanza a Novo Selo, fra i villaggi di Zupc e Caber, non lontano da Kosovska Mitrovica. All’interno del campo è stato udito un colpo d’arma da fuoco, e il soldato è stato trovato morto, con il suo fucile accanto. La prima ipotesi è che un colpo sarebbe partito accidentalmente mentre Michele era impegnato nella pulizia della sua arma. Non viene però esclusa una causa diversa e cioè quella del suicidio. Sull’episodio sono comunque in corso indagini da parte dei responsabili militari.

Giovanni Nicolardi

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