17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 19:48:00

Cronaca

«Bollette di luce e gas più care per effetto del decreto Ilva»

L’Autorità per l’energia scrive a Governo e Parlamento


«Sebbene da un lato l’Autorità non discuta, nel rispetto delle competenze assegnate, la necessità di interventi normativi volti a risolvere la crisi economica ed ambientale dello stabilimento Ilva di Taranto e del gruppo industriale, dall’altro la soluzione prospettata dalla normativa del decreto legge 98/16 comporta critici effetti finanziari nei settori energia e ambiente».

L’ultimo decreto legge sull’Ilva rischia di provocare un aumento delle bollette di famiglie ed imprese. L’allarme arriva dall’Autorità per l’Energia ed è contenuto in una segnalazione, approdata lo scorso 7 luglio sui tavoli di Governo e Parlamento, relativamente al “prelievo dalle somme gestite dalla cassa per i servizi energetici ed ambientali stabilito dal disegno di legge di conversione del decreto legge 9 giugno 2016 n. 98 sulle disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo Ilva”. Un fulmine a ciel sereno proprio oggi che, alla Camera, si discute il decreto legge sul siderurgico tarantino.

L’Autorità ha inteso evidenziare le «criticità derivanti dall’applicazione dell’articolo 2, comma 2, del decreto legge 98/2016 che stabilendo un prelievo quantificato in 400 milioni di euro dalle somme gestite presso il sistema bancario dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) determina una significativa riduzione dei margini di flessibilità di manovra da parte di Csea per le attività di competenza nei settori energia e ambiente.

Tale minore flessibilità – fanno notare dall’Autorità per l’Energia – potrebbe determinare la necessità di acquisire ulteriore gettito derivante dal prelievo tariffario a gravare sulle bollette energetiche dei clienti/utenti italiani (famiglie e imprese) anche se destinate a differenti finalità, non riconducibili al settore energetivo e/o idrico». In pratica «se la durata del prestito forzoso imposto» dal decreto legge «dovesse prolungarsi oltre il termine prefigurato dalla norma (2018), l’Autorità si troverebbe costretta ad aumentare le componenti tariffarie relative agli oneri generali, salvo poi riabbassarle una volta restituito il prestito, con evidente danno per i clienti chiamati a versare dette componenti tariffarie». Immediata la reazione dei “consumatori”.

«L’allarme lanciato dall’Autorità per l’Energia, secondo il quale il decreto Ilva rischia di provocare un aumento delle bollette elettriche di famiglie e imprese, è gravissimo. Il Governo – afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori – chiarisca immediatamente e faccia dietrofront se l’ipotesi dell’Authority fosse confermata. A luglio c’è già stata una stangata per il costo dell’energia pari a 42 euro. L’aumento della luce del 4,3%, per una famiglia tipo, significa un incremento della bolletta pari a 22 euro su base annua, mentre il rialzo del gas, pari all’1,9%, equivale ad un aggravio annuo di 20 euro. Tra luce e gas, insomma, una famiglia pagherà 42 euro in più, una cifra spropositata».

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