16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca

Street bar? Solo se autorizzati

«Zero tasse e costi bassissimi». L’affondo di Confcommercio contro gli abusivi


«Panini, bibite e aperitivi sotto le stelle. A Taranto si può, la scelta è vasta: dal bar con dehor e tavolino che paga la Tosap, allo street bar che la tassa di occupazione non la paga affatto. La convivenza è ravvicinata, il mercato è spesso lo stesso ma le regole per i due concorrenti cambiano. Una moltitudine di obblighi e di costi per il bar in sede fissa, zero oneri e costi bassissimi per il bar mobile».

L’affondo arriva dalla Confcommercio di Taranto che in una nota prende in esame una recente delibera di Giunta con la quale l’amministrazione comunale ha concesso l’autorizzazione (limitatamente al periodo estivo) ad alcuni street bar.

«A Taranto negli ultimi anni il commercio su aree pubbliche di bevande, alcol e alimenti è cresciuto sull’onda di una domanda stimolata da: nuove abitudini di consumo (i giovanissimi che si sono affacciati al mondo dell’alcol); scarsa disponibilità economica dei consumatori; incapacità delle Amministrazioni di disciplinare un ambito di attività con una regolamentazione che desse qualità, dignità e legalità al settore. Si è navigato a vista, adottando soluzioni tampone, tese a favorire chi già c’era, piuttosto che a disciplinare il settore, semmai valorizzando quel tipo di somministrazione che altrove ha dato vita alla moda dello street food. Parlare a Taranto di street food è un eufemismo. Le attività di somministrazione su strada – dicono da Confcommercio – sono caratterizzate per lo più da un basso livello di qualità e di servizio ciò malgrado, essendo ubicate all’ingresso di Taranto, contribuiscono a dare alla città un’ immagine scadente e scialba.

Anche quest’anno l’amministrazione comunale metterà a disposizione degli operatori un certo numero di aree pubbliche, per la vendita autorizzata di bibite e cibo. Ubicate in punti strategici della città, le postazioni saranno autorizzate sino al 30 settembre, successivamente l’autorizzazione decadrà. Una sorta di salvacondotto per undici fortunate attività di somministrazione in forma ambulante, autorizzate a svolgere la propria attività di vendita e somministrazione in sede fissa, seppure per un limitato periodo di poco più di due mesi. La delibera di Giunta del 16 giugno scorso va a compensare la mancata approvazione della nuova regolamentazione del commercio su aree pubbliche.

Entro il 18 luglio le imprese dovranno presentare le istanze di autorizzazione e solo dopo, espletate le formalità di rito, l’Amministrazione procederà con l’ assegnazione delle aree. Cattive notizie dunque per gli estimatori della salsiccia alla brace e del cicchetto – concludono dall’associazione dei commercianti – perché a partire dai primi di agosto, per una sessantina di giorni, la maggior parte degli street bar che ora operano più o meno liberamente nell’illegalità, dovranno – se non autorizzati – levare le tende dal Lungomare (ne resteranno due), da via Garibaldi (ne resterà uno) e dalle altre zone solitamente prescelte da queste attività. Per tutti gli altri non autorizzati non resterà altro da fare che traslocare in periferia dove solitamente i controlli non arrivano… o rischiare? Intanto giugno e luglio sono andati».

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