18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca

Call center, «Abbiamo perso il lavoro. Lumino? Nessuna minaccia»

Il caso dei lavoratori pagati 1 euro all’ora. Ora chiedono un incontro


«Non abbiamo mai minacciato Lumino. Volevamo solo che venisse in azienda per ascoltarci tutti perchè, per fare la denuncia che ci è costata il posto di lavoro, si è basato soltanto su quanto raccontato da una sola, presunta e a noi ignota, lavoratrice». Gli operatori della Cloud Europa, call center che a Taranto trova sede in via Lacaita, passano al contrattacco.

Nei giorni scorsi il segretario della Slc Cgil di Taranto, Andrea Lumino, ha denunciato “condizioni di lavoro da schiavitù” nel call center in cui operano circa 150 lavoratori. «Ci pagavano 1 euro per ogni ora di lavoro eppure quel call center operava per conto di un’impresa nazionale come Fastweb. È stato umiliante e alla fi ne ho trovato il coraggio di andare via». Questa la testimonianza raccolta dal sindacato. Una denuncia che ha provocato la reazione di Fastweb. «Dalle nostre verifi che – si legge in una nota uffi ciale – è risultato che il call center in questione non ha alcun contratto o mandato con Fastweb, ma opera come subagente non autorizzato per incarico di una nostra agenzia. Fastweb, pur non essendo a conoscenza dei fatti di merito, ha deciso di interrompere immediatamente ogni tipo di contratto con l’agente che ha affi dato i lavori senza autorizzazione. Fastweb inoltre rende noto che intende proseguire le attività intraprese nell’area di Taranto con nuove agenzie». Da lunedì, quindi, i lavoratori sono senza lavoro.

«Abbiamo cercato di contattare il signor Lumino per chiedergli di venire in azienda – hanno raccontato a Taranto Buonasera alcuni lavoratori del call center – ma si è rifiutato. Il nostro intento era quello di spiegargli la realtà dei fatti – afferma Massimo Peluso, tra gli operatori del call center – ovvero che non siamo mai stati schiavizzati, che guadagnamo 3,60 euro netti all’ora più bonus e che la presunta lavoratrice era stata avviata alla “formazione” che può durare per un tempo massimo di 40 ore con una retribuzione di 1 euro all’ora. Dopo il periodo di formazione – sottolinea Vincenza Tallilli – la retribuzione diventa di 3,60 euro netti all’ora, cioè quanto percepiamo noi tutti. Per quanto riguarda le minacce, poi, restiamo increduli. Non abbiamo mai, in nessuno modo, minacciato Andrea Lumino».

Per la cronaca, nei giorni scorsi, il segretario della Slc Cgil, ha reso pubblico un sms inviato da un lavoratore di quel call center “Andrè se vuoi fare il comunista fallo ma non rompere… a gente che lavora”. «Nessuno lo ha minacciato – precisa Mariarosaria Cannalire, un’altra operatrice del call center – è stato solo invitato nella nostra azienda per parlare e confrontarci perchè ora, a causa sua, 150 persone sono rimaste senza lavoro. Ecco perchè continueremo a chiedere un incontro necessario a chiarire la vicenda. Nella denuncia si fa riferimento a condizioni di lavoro da schiavitù ma è tutto falso, visto che anche l’ispettorato del lavoro, che abbiamo ospitato in azienda diverse volte (l’ultima lo scorso settembre) non ha mai riscontrato alcun tipo di problema». 

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