12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:04:56

Cronaca

Giovani disoccupati tarantini: sono oltre il 60%

Cifre impressionanti dal Rapporto 2016 sull’economia a Taranto e provincia. I dati diffusi dalla Camera di Commercio


Tra i dati contenuti nel Rapporto Taranto 2016, il più allarmante riguarda la crescita severa del tasso di disoccupazione, nel capoluogo jonico, in particolare di quella giovanile.

C’è bisogno di un “approccio diverso, con l’uomo e la reciprocità al centro”, per dirla con Stefano Zamagni, noto economista italiano. Dunque garantire una maggiore attenzione all’economia civile è la strada da seguire per cominciare a costruire contesti sociali sempre meno segnati dalle disuguaglianze. Ferite che Taranto conosce bene, l’analisi della Camera di Commercio, elaborata in collaborazione con l’Istituto G. Tagliacarne sull’economia locale, lo conferma.

Tuttavia, i segnali di dinamismo non mancano: gli occupati, infatti, attestandosi a fine anno a 161,8 mila, crescono di 2700 unità, pari al + 1,7%, mentre sul territorio nazionale si registra un +0,8%. Un risultato positivo che riguarda tutta la Puglia (+2,4%), con l’eccezione della provincia di Barletta Andria Trani. Numeri che testimoniano una certa flessibilità del sistema economico pugliese rispetto agli stimoli che provengono dal contesto internazionale. Nello specifico dei dati, la base maschile evidenzia una crescita dello 0,2%, un numero inferiore a quelli pugliese e nazionale, a fronte del risultato della componente femminile, decisamente positivo e cioè pari al 4,4% (in Italia è dello 0,5%). Per quel che concerne gli ambiti di occupazione, il settore agricolo ha un peso notevole nella provincia di Taranto, come anche quello edile e il terziario. Il 20% del totale degli occupati lo si trova nell’industria, valore in linea con la media del paese e superiore a quello regionale.

Nell’ultimo anno però si è registrata una considerevole riduzione degli occupati, nei contesti industriali, equivalente a 17,7 punti percentuali. Nel capoluogo jonico crescono anche le persone in cerca di occupazione (37,6%), 4 punti percentuali in più rispetto al 2014, in controtendenza se si considerano i valori delle altre province pugliesi. Sapere quanti siano gli occupati o le persone che cercano lavoro non è sufficiente, se non si abbinano a questi numeri quelli riguardanti la tipologia di lavoro di cui si parla (la componente dipendente è prevalente, a Taranto come in Italia) e il numero delle ore lavorate nell’arco di una settimana. Nel 2015, il 71% degli occupati tarantini ha lavorato almeno 30 ore settimanali, un dato di poco inferiore rispetto alle medie regionale e nazionale. Infine diminuisce anche il ricorso alla cassa integrazione: 23% in meno di ore autorizzate di Cig, ma le riduzioni sono più marcate in Italia e in Puglia.

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