21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

Petrolio, acciaio e navi: le telefonate bollenti

Tempa Rossa, Ilva e Marina: ecco le intercettazioni compromettenti


Tutto passa da Taranto. Progetti, trame, gossip, politico e non. Dall’inchiesta Tempa Rossa, condotta dalla Procura di Potenza, emergono spaccati inquietanti. E Taranto è dentro sino al collo, anche se – verrebbe da dire – a sua insaputa. Una città totalmente incapace di capire quanto possa essere importante, nel panorama nazionale, ed ignara di come, sopra la sua testa, si giochi il destino di chi comanda davvero in Italia. Ilva, Tempa Rossa, Marina Militare. C’è tutto, nelle carte potentine.

Basta leggere. «‘STO TESTA DI C… MESSO A CONTROLLARE L’ILVA» – Il 14 gennaio del 2015, Gianluca Gemelli, imprenditore e fidanzato dell’ex ministro Guidi (oggi il suo interrogatorio come persona informata sui fatti) illustra al telefono ad un altro imprenditore, Franco Broggi, come vuole crescere nel business: «Federica (la Guidi, ndr) l’ho messa in croce, gli ho detto: “Senti, figlia mia, ma io non…”. Perché anche l’hanno fatta incazzare Renzi, poi c’è ’sto testa di c… questo qua di Luxottica, come si chiama, Andrea Guerra… che glielo hanno messo a controllare la cosa dell’acciaieria… l’Ilva! E le stanno rompendo… Ho detto: “Senti tu mollali…”.

Ora c’è Montezemolo che vuole prendersi l’Ice, però sotto la presidenza del Consiglio, non sotto il ministero dello Sviluppo Economico. Voleva fare la guerra di crociate. Gli ho detto: “Senti fammi ’na cortesia , ’sta cosa, guarda, se tu metti una combinazione, Renzi-Montezemolo, due che mezz’ora di lavoro nella loro vita non l’hanno mai fatta… Fede, fammi una cortesia, fai alla Razzi…”. Allora mi dice: “Cosa, fatti le cazzi tua?”. “Bravissima!” (ride). “Ti devi fare i cazzi tuoi. Ma i cazzi tuoi a trecentosessanta gradi. Mollagli ’sta cosa qua, falli contenti a tutti, tu devi pensare solo a un cristiano… Però m’ha detto: “Gianlu’ io c’ho Luca Lotti che mi sta massacrando… Su ogni cosa di queste ci mette il becco”».

Scrivono i poliziotti: «Gemelli continuava a spiegare di aver messo “in croce” Federica (Guidi), dicendole di fregarsene di tutti (intendeva riferirsi ai vari Andrea Guerra, Luca Lotti, ecc.) e di pensare solo ad una persona (riferendosi ovviamente allo stesso Broggi); ed un riferimento lo faceva pure ai vari Montante (Montante Antonello, Presidente Confindustria Sicilia) e Quinto Paolo (capo segretaria della senatrice Anna Finocchiaro)».

DE VINCENTI E LA FINOCCHIARO – Il 24 novembre 2014, alle ore 19,03, veniva registrata una lunga conversazione tra Gemelli Gianluca e la compagna. Lei si sfoga contro Claudio De Vincenti, Pd di provenienza dalemiana: «Da domani mattina, Gianluca, che a te vada bene o a te non vada bene, questo è il mio atteggiamento, perché siccome c’è la mia faccia di mezzo, oltre a tutto il resto… Io stasera ho avuto la riprova che il famoso piano Finmeccanica, va bene, quello di cui tu… anche tu mi hai scritto, eccetera… nessuno, compresa la segreteria di Pier Carlo (il ministro dell’Economia Padoan, ndr) ha avuto il coraggio di dirmi che in realtà l’incontro era in corso. E sai chi c’è andato: De Vincenti! Senza dirmi niente. Al ministero non sa niente nessuno che De Vincenti ci sia andato…

E poi… Claudio Descalzi (amministratore delegato di Eni, ndr) che mi dice che venerdì mattina è al ministero per parlare con De Vincenti… che lo ha convocato per parlare di cose di cui Claudio De Vincenti non dovrebbe neanche parlare». Continua la Guidi: «Sono incazzata per avermela fatta fare sotto il naso, purtroppo, quando avrei dovuto capire che mi ha preso per il culo per sette mesi… e i tuoi amici c’hanno preso per il culo uguale». Gli «amici», scrive il quotidiano La Stampa, sono Anna Finocchiaro e il suo caposegreteria Paolo Quinto, dominus della fondazione Italianieuropei. Lei è una furia contro il viceministro De Vincenti: «Siccome è, diciamo, amico di quel tuo clan lì, sappi … perché oltre tutto lui lì è uno che sa le cose, quindi prova a prenderci le misure anche tu Gianluca…».

L’indagine «ha accertato che Gemelli nel gestire (in maniera più o meno lecita) i propri affari, curava gli interessi di un intero, determinato “gruppo” di soggetti stabilmente dediti e decisi a “manovrare” decisioni e procedure che Guidi definisce “combriccola”, “clan” ,”quartierino”. Scrivono i poliziotti: «Guidi ribadiva che De Vincenti era la sua rovina, che doveva stare molto attenta a lui, perché sapeva tutto, ed aggiungeva “però siccome è diciamo amico di quel tuo clan lì,… prova a prenderci le misure anche tu Gianluca. Gemelli affermava che il soggetto non aveva niente a che dividere con lui. Guidi gli rispondeva “… no, non ha niente a che dividere,ma te e la fida amica Finocchiaro». Claudio De Vincenti è il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, uomo che già nei governi Monti e Letta, ed oggi nell’esecutivo guidato da Renzi ha in mano diverse questioni del dossier Taranto, e che è ormai di casa in Prefettura; Anna Finocchiaro è parlamentare ed esponente di punta del Partito Democratico a livello nazionale, candidata ed eletta proprio a Taranto alle ultime Politiche.

LA LEGGE NAVALE – Il secondo filone dell’indagine è quello sulla cosiddetta Legge Navale, quello per il quale è stato indagato per abuso d’ufficio anche l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina. Anche lui a Taranto è, ovviamente, di casa, visto il ruolo della nostra città nello scacchiere militare. Secondo i pm De Giorgi si era molto speso a favore della legge per la sostituzione della flotta della Marina, uno stanziamento da 5,4 miliardi. Scrive il quotidiano La Repubblica che, “proprio grazie all’interessamento di Gemelli – rimediato per il tramite di Nicola Colicchi, lobbista ex Finmeccanica – aveva ottenuto dalla Guidi lo sblocco di quella legge. La cosa però, il 18 dicembre, s’incaglia. Colicchi chiede a Gemelli se può disturbare il capo di Gabinetto, Vito Cozzoli. E insiste: “Lascia perdere, veditela con Fede”. L’esito del contatto è descritto in uno scambio di sms tra Gemelli e Colicchi. “Ti ha risposto?”; “Sì, gentilissima, mi ha richiamato pure”.

Colicchi è così entusiasta che promette a Gemelli “un sommergibile come scorta” per quando sarebbe andato a fare le vacanze in barca. “Gentilissima ed efficientissima, complimenti”, scrive poi Colicchi che poi riporta il testo di un sms del ministro. “Come Mise abbiamo dato parere favorevole, noi proviamo a spingerlo ma serve che sia anche il Mef a proporlo. Ho detto di provare ad inserirlo comunque ma sensibilizza anche il Mef”. “Il Capo (De Giorgi, ndr) ti deve una statua!!!”, dice Gemelli”.Si parla anche del porto di Augusta, ma anche qui dalle intercettazioni viene fuori il nome di Taranto.

Ancora da La Repubblica: “Nel porto di Augusta, dove è interessato ad un pontile, c’è il responsabile del Comando Marittimo, l’ammiraglio Roberto Camerini, che rappresenta un ostacolo al suo business. E vuole farlo trasferire. “Portarlo a Taranto – scrive a Colicchi – non va bene perché avrebbe molta presa su Augusta… Deve andare da Roma in su…”. Per Camerini, il “quartierino” aveva in mente la classica promozione con trasferimento. “Ti confermo l’amoveatur, Gianluca. L’amoveatur… Minchia sembro Lotito…”. L’amoveatur però tarda. Il 3 dicembre Gemelli perde la pazienza: “Deve farlo domani, perché altrimenti è la seconda presa per il culo… e poi gli sms li mando al contrario”. Dal 20 gennaio 2015, Camerini è a La Spezia”. 

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