Cronaca

Abusi su una commessa, condannato notissimo commerciante di Taranto

Il drammatico racconto della ragazza: palpeggiamenti e minacce


Undici pagine, nelle quali racconta gli odiosi abusi subiti dall’anziano datore di lavoro.

Un racconto messo nero su bianco, quello di una giovane commessa tarantina, che ha avuto il coraggio di denunciare l’uomo che la molestava. Un racconto che ha convinto il giudice dell’udienza preliminare, Giuseppe Tommasino, che al termine del processo celebrato nelle forme del rito abbreviato ha condannato in primo grado C.D., 76 anni, notissimo commerciante tarantino, a due anni di reclusione con pena sospesa per violenza sessuale.

I fatti risalgono all’anno 2012, tra il 12 ed il 13 aprile. La vittima aveva all’epoca solo 23 anni. Il risarcimento dei danni a favore della ragazza, che nel procedimento è assistita dall’avv. Michele Luccarelli, verrà deciso in sede civile. A costituirsi in giudizio, come parte civile, anche il Centro Antiviolenza. Nella richiesta di rinvio a giudizio il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, ha inquarato il comportamento dell’anziano come “abuso di autorità nella sua qualità di datore di lavoro della parte lesa”, costretta a subire “nell’arco di due giorni”, “numerosi atti sessuali, cingendole la vita con il suo braccio destro e stringendola con forza a sè, posizionando la sua mano sinistra sulla pancia della ragazza, infilandola poi sotto il maglioncino e, dopo averle alzato il reggiseno, palpeggiandole il seno”.

Ancora, “afferrandole la nuca con la stessa mano, riuscendo ad avvicinare il capo della stessa al suo viso, leccandole il collo e baciandolo e, subito dopo, baciandola sulle labbra; afferrandole con forza il jeans che indossava e sbottonandolo; cercando, ancora, di strapparle gli slip, toccandole continuamente le parti intime, infilandole la mano sotto la camicia all’altezza della vita, toccandole, infine, il sedere dopo averle infilato la mano nel pantalone”.

A fare da teatro degli abusi, proprio il locale commerciale. Il primo approccio dell’uomo sarebbe avvenuto al momento della firma di un contratto quadriennale da parte della commessa, dopo una serie di accordi di pochi mesi. Successivamente, la giovane è riuscita a registrare tramite il cellulare alcuni dei momenti vissuti all’interno del negozio. Nella denuncia, la giovane racconta: «Mi ha ripetuto la seguente frase minacciosa: “Mazzate devi avere”. Questa volta però, con coraggio, gli ho chiesto: “Io? Che ho fatto?”. E lui, di tutta risposta, facendo riferimento al mio rifiuto verso le sue continue avances, mi ha detto: “Per cosa non hai fatto”».

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